Bilancio, Romaniello: da Pittella una relazione asettica

“Manca nel documento e, quindi, nella relazione un’analisi puntuale sulla situazione socio economica della regione dentro il quadro nazionale”

&ldquo;La relazione presentata da Pittella al DEF Regionale, documento propedeutico alla manovra di Bilancio, al di l&agrave; dei ritardi e delle mancanze contenute, non ha aggiunto nulla a quanto da 3 anni il Presidente va dichiarando nelle sedi istituzionali ed in quelle di partito: noi stiamo cercando di cambiare la Basilicata pur dentro le tante difficolt&agrave; di bilancio dovute ai tagli dello Stato ed alla riduzione delle royalties&rdquo;. Sono le dichiarazioni del consigliere regionale del Gruppo misto, Giannino Romaniello che continua affermando: &ldquo;una relazione figlia di una rilettura asettica e per nulla politica rispetto a quanto accaduto in questi anni&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Manca nel documento e, quindi, nella relazione &ndash; aggiunge Romaniello – un&rsquo;analisi puntuale sulla situazione socio economica della regione dentro il quadro nazionale, ma cosa pi&ugrave; grave &egrave; l&rsquo;assenza di analisi sugli effetti che un triennio di governo e utilizzazione di fondi comunitari, hanno determinato sugli indicatori sociali ed economici quali il&nbsp; tasso d&rsquo;infrastrutturazione delle reti materiali ed immateriali, il tasso di attivit&agrave; e di occupazione/disoccupazione o ancora la capacit&agrave; di spesa delle famiglie, come l&rsquo;innalzamento della&nbsp; capacit&agrave; competitiva del sistema dell&rsquo;impresa. Insomma, &egrave; proprio il caso di dire che manca la&nbsp; visione della regione del futuro e la si &egrave; sostituita con la elencazione di numeri da una parte e con la frase vorremmo ma non possiamo per colpa di altri che pure si rivendica di essere amici e cio&egrave; il Governo nazionale&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Una manovra di bilancio che ripropone l&rsquo;impegno di risorse su programmi vecchi di 5 e in alcuni casi 10 anni da una parte e priva delle risorse necessarie per attuare il piano&nbsp; di forestazione, come pure garantire la totale assistenza ai disabili o ancora la necessaria formazione per i giovani nel mentre attiva risorse per costruire o recuperare caserme (mutuo e quindi indebitamento) sostituendosi allo stato. Ci chiediamo che fine ha fatto il patto per il lavoro e lo sviluppo condiviso con le parti sociali di cui qualche rappresentante lo si &egrave; inglobato politicamente, mentre altri giustamente attendono risposte rispetto agli impegni assunti&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Questa &ndash; sottolinea Romaniello – era l&rsquo;ultima finanziaria in cui si poteva, pur dentro un contesto difficile per responsabilit&agrave; di un Governo nazionale di cui il Presidente &egrave; uno strenuo sostenitore (vedi politica energetica e referendum trivelle) provare a mantenere una coerenza fra le cose che si sono dichiarate all&rsquo;atto dell&rsquo;insediamento e quelle fatto o da fare. Invece niente. Si &egrave; ulteriormente accentuato&nbsp; la prassi del vivere il quotidiano e fare normale amministrazione con punte di ulteriore utilizzo delle risorse pubbliche per costruire il consenso ed in alcuni casi legittimare la cattiva amministrazione come sta&nbsp; avvenendo con il contributo ai comuni in dissesto piuttosto che premiare quelli virtuosi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;In definitiva &ndash; dice Romaniello – possiamo affermare che con questa finanziaria si chiude un ciclo in questa Regione che sicuramente nessuno rimpianger&agrave;. Un ciclo che all&rsquo;annuncio di grandi riforme, a partire dalla governance per arrivare alla riduzione di enti e strutture, per non parlare della riorganizzazione della macchina regionale dando risposte a tutto il mondo del precariato, &egrave; seguito solo una politica di gestione e aggiustamento a volte riconducibili a vecchie pratiche clientelari che nulla hanno a che vedere con l&rsquo;innovazione, il cambiamento ed il riformismo&rdquo;.<br />

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