Benedetto: Luongo si cimenta a moltiplicare pani e pesci

Il capogruppo e segretario regionale di Cd ad Antonio Luongo: “Dietro il problema dell’incompatibilità tra assessore e consigliere che poni c’è la volontà di moltiplicare le postazioni da attribuire tra i troppo numerosi litiganti del tuo partito”

&ldquo;Caro Luongo &ndash; dice Benedetto – da segretario a segretario: dietro il problema dell&rsquo;incompatibilit&agrave; tra assessore e consigliere che poni, con lo stesso tono da ultimatum usato da Pittella, c&rsquo;&egrave; solo ed esclusivamente la volont&agrave; di moltiplicare i pani e i pesci, vale a dire le postazioni da attribuire tra i troppo numerosi litiganti del tuo partito. A me sembra un goffo tentativo, riuscito solo ad un Altro, di cambiare le carte in tavola e mi richiama l&rsquo;immagine dell&rsquo;elefante che vorrebbe raggiungere due grattacieli attraverso una fune. Siamo, purtroppo, ancora lontani dai cambiamenti intervenuti in politica ed ancora di pi&ugrave; dalla realt&agrave; sociale. Politica e societ&agrave; oggi richiedono responsabilit&agrave;, capacit&agrave; amministrativa, competenza, impegno. Il confronto e il dibattito in corso in tutte le Regioni dopo le riforme istituzionali volute dal Governo Renzi &ndash; continua Benedetto – sono orientati su ben altre questioni di spessore a partire dalla difesa dell&rsquo;esistenza della Regione Basilicata come di altre piccole regioni, dal tentativo centralistico di togliere alle Regioni le competenze pi&ugrave; importanti in materia di energia, programmazione delle attivit&agrave; produttive e sanit&agrave;, piuttosto che come fai tu sul dilemma incompatibilit&agrave; si-no tra assessore e consigliere&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Mi sembra invece, che tu &ndash; continua Benedetto – continuando la guerra mediatica con il tuo Governatore, introduci un nuovo elemento di divisione finalizzato a garantire tutela e protezione a quanti del Pd ti hanno eletto segretario. Di questo passo non si va da nessuna parte perch&eacute; ci possono essere anche valide motivazioni per modificare il nuovo statuto finalmente licenziato in Commissione ma devono essere argomentate in modo preciso e trasparente senza ricorrere a pretesti per nascondere altri obiettivi. A meno di una settimana dalla scadenza dell&rsquo;ultimatum che Pittella ti ha rivolto, caro segretario del Pd, sono preoccupato per la piega, tra frenate, accelerazioni, mediazioni e nuove tensioni, che sta prendendo la situazione politica che si ripercuote sulla governabilit&agrave; dei nostri territori e delle nostre comunit&agrave;. L&rsquo;ho detto a caldo subito dopo la conferenza stampa di Pittella e lo ripeto in questa occasione: noi non siamo disponibili a fare da spettatori alla guerriglia interna al Pd. Le energie per rilanciare il programma che ha decretato la vittoria del centrosinistra ci sono e&nbsp; vanno ricercate prima di tutto fuori dal Pd e, contestualmente &ndash; conclude Benedetto – tra quei consiglieri del Pd che non rispondono alle logiche dei capicorrente antirenziani e quindi antipittelliani. Noi siamo pronti a farlo&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /><br /><br /><br /><br /><br />

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