“L’interruzione dell’attività dei cantieri di forestazione nel territorio dell’Area Programma Val d’Agri accanto all’esigenza di garantire continuità di lavoro per gli addetti pone al centro dell’attenzione istituzionale l’esigenza di attuare progetti di forestazione produttiva superando gli attuali interventi di conservazione e salvaguardia che sicuramente sono importanti anche ai fini turistici ma non più sufficienti”. E’ questa la posizione dell’Associazione Bene Comune Viggiano contenuta in una nota a firma del presidente Vittorio Prinzi.
Nel sottolineare che “l’Eni agli inizi degli anni 2000 ha sottoscritto impegni di cosiddetta “compensazione ambientale” che prevedono l’apertura di cantieri forestali, di rimboschimento e manutenzione del nostro patrimonio naturalistico, a ridosso del Parco Nazionale Val d’Agri oltre che nel Sauro-Camastra, Lagonegrese e Collina Materana”, Prinzi afferma che “il piano 2016 di forestazione è l’occasione per individuare le motivazioni della spesa solo parziale relativa ai progetti della cosiddetta "perizia Eni". Pare che – sottolinea l’Associazione – circa 3 milioni di euro sui 5,6 milioni messi stanziati dall’Eni non siano più disponibili e va perciò accertato se le responsabilità sono solo della Regione e del tradizionale “metodo bancomat” delle royalties da impiegare per coprire buchi di bilancio regionale.
Quanto allo strumento di programmazione, il piano di assestamento forestale – continua la nota – ha rappresentato per lungo tempo il riferimento principale della pianificazione del patrimonio naturalistico ed arboreo. Oggi la pianificazione è articolata su più livelli: a livello regionale il piano forestale regionale individua le linee di programmazione a medio lungo termine e definisce le linee generali di politica forestale e le linee operative per la salvaguardia delle caratteristiche ambientali, sociali ed economiche; a livello sovra aziendale la pianificazione del territorio forestale viene definita nell’ambito di piani forestali comprensoriali; a livello aziendale lo strumento pianificatorio si identifica nei piani di assestamento forestale e nei piani di gestione forestale. Nell’accezione più moderna – sottolinea Prinzi – la pianificazione e l’assestamento forestale rappresentano il mezzo con il quale è possibile attuare l’uso sostenibile delle risorse forestali. I due concetti chiave per una gestione sostenibile delle foreste dunque – continua – sono la multifunzionalità e la politica del territorio. E’ dunque compito degli amministratori dei Comuni del Parco, dell’Area Programma, della Regione, oltre che dell’Ente Parco, attuare progetti di forestazione produttiva, tenuto conto che lo strumento dei parchi contribuisce a preservare e a promuovere la creazione di valore aggiunto della produzione interna di legno e dell'intera filiera del legno favorendo nuove occasioni di sviluppo ed occupazione”.
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