“Assestamento bilancio raccoglie antica proposta socialista moratoria petrolio”
“Non è mai troppo tardi: la proposta di stoppare le trivelle, contenuta nella relazione del Presidente e nel maxiemendamento all’Assestamento di Bilancio, atteso adesso al suo più completo e definitivo testo, raccoglie finalmente la proposta del Psi di moratoria della ricerca petrolifera”. Lo ha detto il capogruppo del Psi, Rocco Vita, esprimendo soddisfazione.
“La nuova fase – continua – ci consentirà innanzitutto di riflettere, prima che sia troppo tardi e che il nostro territorio si ritrovi invaso di trivelle, per decidere quale deve essere il modello di sviluppo che immaginiamo per la regione, a prescindere dai comprensori dove già si estrae il petrolio, salvaguardando ambiente, salute dei cittadini, risorse e vocazioni del territorio, peculiarità produttive. E’ questa la condizione – aggiunge Vita – perché il petrolio diventi un’opportunità autentica di sviluppo e di occupazione e non un vincolo che possa pregiudicare il futuro delle nostre comunità”.
Nel giudicare positiva l’impostazione dell’Assestamento di Bilancio, il capogruppo socialista evidenzia “l’esigenza di continuare nel cambiamento in tutti i comparti. Per noi le Aree Programma – precisa – sono solo un punto intermedio del lavoro che ci attende per il riassetto e la riorganizzazione dell’intero sistema della Pubblica amministrazione. In proposito abbiamo presentato un emendamento per dare più speditezza ed efficacia al percorso istituzionale dell’Unione dei Comuni. Tra le altre priorità indicate da tempo c’è il Piano pluriennale regionale per il lavoro per il quale siamo preoccupati dai ritardi accumulati e invitiamo l’assessore al Lavoro, Vincenzo Viti, a superarli rapidamente perché se il Piano non è uno strumento per dare occupazione servirà sicuramente ad orientarlo”.
Vita sottolinea, inoltre, l’esigenza di “evitare fughe in avanti per scelte legate al riassetto istituzionale, da alcuni interpretate come una sorta di ‘compensazione’. E’, invece, questo il momento di procedere verso il rafforzamento dell’unità territoriale. Siamo la Regione di 131 Comuni e non solo dei due capoluoghi; per questo insieme ad azioni di sostegno finanziario ai Comuni capoluoghi dobbiamo ripensare al programma alimentato in passato dal Fondo di Coesione a favore dei centri minori”.