Per i consiglieri regionali del Pdl l'ente della Provincia di Potenza è un “corsificio pubblico sganciato dalla realtà produttiva e dalle esigenze del mercato”, che assicura solo “stipendi e posti di lavoro ai soli 'protetti'”
"Formazione questa sconosciuta: in Provincia di Potenza (in questo caso non parliamo della Regione Basilicata) l’obiettivo è solo quello di assicurare stipendi e posti di lavoro, in qualunque forma, con qualsiasi contratto ai soli 'protetti'. Poi dell’attività di formazione, della qualità dei corsi, del valore e dell'utilità degli insegnamenti poco importa, il corsificio pubblico lucano è sganciato dalla realtà produttiva e dalle esigenze del mercato; propone, anche con notevole fantasia, poco probabili mestieri o le canoniche attività dall’inglese e all’informatica di base. L’Apofil – Agenzia Provinciale di Potenza per la formazione – è maestra in questo da anni: cambiano le gestioni, cambiano i presidenti o gli assessori ma non cambia mai la propensione allo spreco e alla tutela degli interessi costituiti". È quanto affermano i consiglieri regionali del Pdl Gianni Rosa e Mariano Pici.
"Nata per uno scopo nobile – aggiungono i due esponenti politici -, l'Apofil è diventata un carrozzone incredibilmente costoso che attinge ogni anno a ingenti risorse regionali. Ogni anno puntualmente si assiste al blocco dei corsi, al problema dei precari, ai soldi insufficienti, alle sedi da chiudere e così via. Del resto è diventata ipertrofica, inutilmente onerosa. Però invece di razionalizzare e tagliare spese inutili – cosa legittima e giusta – si continua a sperperare con la scusa della valorizzazione delle risorse umane. Soprattutto quelle interne: ovvero le gratificazioni monetarie ai dipendenti in odor di carriera".
Per Rosa e Pici "l'ultima della serie, le Posizioni Organizzative previste con Delibera del Cda di Apofil n. 5 dell’11/04/2012 avente per oggetto 'Approvazione modifiche al Macro Modello Organizzativo e pesatura P.O.'. Ben 11 POC, non poche per un corsificio istituzionalizzato, dove ormai l’unico interesse è tutelare lo stipendio di qualche funzionario ligio al 'potere' e non l’attività e la mission dell’agenzia di formazione. Ovviamente tutto questo con l’avvallo di quei sindacati politici e politicizzati, che da un lato sventolano ai quattro venti la difesa dei redditi e degli interessi generali dei ceti deboli, dietro le quinte si muovono e dimostrano di essere solo corporazioni di difesa e tutela d’interessi costituiti e particolari. A leggere il bando sembrerebbe che siano alla ricerca di professionalità o professionisti da Mater Bocconi o MBA americani, infatti è richiesta 'esperienza pluriennale nel campo amministrativo delle risorse economiche e finanziarie e sullo sviluppo dei processi di contabilità, di bilancio, tesoreria, provveditorato e rendicontazione, con particolare focus sulle procedure relative al Fse e fondi affini', oppure 'esperienza nella programmazione, pianificazione del Fse e di Fondi affini nonché esperienza in attività di studio, ricerca, di vigilanza e controllo nel campo dell’Istruzione, della Formazione Professionale e delle Politiche attive del Lavoro' e ancora 'esperienza pluriennale nello svolgimento di compiti/mansioni di alta professionalità e specializzazione relativi alla definizione, coordinamento, gestione e documentazione degli interventi di istruzione, formazione professionale e politiche attive del lavoro, con uno specifico nell’area dell’istruzione relativamente al target delle istituzioni scolastiche medie, medie superiori, delle Università'".
"A pensar male spesso ci si azzecca – concludono Rosa e Pici – ma scommettiamo che i futuri vincitori sono facilmente individuabili tra tesserati di sindacati politicizzati e tesserati di partiti della maggioranza di centrosinistra? Noi scommettiamo di sì e siamo sicuri di esser facili profeti. Ed ancora un’altra profezia: a fine 2012 troveremo ancora la querelle dei finanziamenti da trasferire all’Apofil, dei conti che non tornano e delle spese inutili. Questo a discapito del denaro pubblico, della qualità della formazione e dei giovani corsisti che avranno solo un piccolo contributo economico ma non gli strumenti per imparare un lavoro e una maestria da investire nel mercato del lavoro".