Anisap su vertenza sanità privata

SANITA’: DA ANISAP APPELLO A GOVERNATORE
Le timide aperture dell’Assessore Martorano alle richieste di modifica della manovra sulla sanità non solo sono state annullate completamente ma si sono trasformate in un autentico “accanimento” contro alcuni settori della sanità privata, in particolare i laboratori di analisi e quelli che operano nei piccoli centri e contro i Centri di FSK. E’ il commento del Comitato esecutivo regionale di ANISAP Basilicata al termine del nuovo incontro con l’Assessore Martorano che si è svolto nella serata di ieri con una delegazione del Comitato di Crisi composto da tutte le organizzazioni della sanità privata lucana.
Le 56 strutture sanitarie operanti in Basilicata con un “carico occupazionale” di circa 600 unità – si legge nella nota ANISAP – con lungimiranza hanno individuato le difficoltà della spesa sanitaria regionale e sin dal 2009 hanno accettato il blocco dei tetti di spesa imposti dalla Regione per un triennio vale a dire sino al 2012. Dunque nel nostro settore il controllo della spesa è già attuato dal 2009 e noi abbiamo già fatto sacrifici. Non riusciamo a capire per quale motivo non si vuole fare un’operazione di trasparenza e di rigore anche in altri settori della sanità privata pagata a “piè di lista” come per quella relativa alla riabilitazione.
Come annunciato dall’avvio della vertenza, con la parola d’ordine “gli altri sprecano e le strutture accreditate pagano”, il Comitato di crisi ha avviato una vera e propria “caccia agli sprechi” che si registrano nel sistema sanitario regionale per dimostrare, con fatti concreti, segnalazioni di operatori delle strutture della sanità pubblica e privata, dati alla mano, che è possibile risparmiare e tagliare spese senza incidere sui servizi e le prestazioni essenziali e penalizzare esclusivamente un settore della sanità privata che comunque non vuole certamente tirarsi indietro nel fare la sua parte. Alle cifre pubblicate da giorni sui quotidiani regionali sempre in riferimento a sprechi, consulenze e prestazioni esterne che hanno determinato deficit giganteschi (su tutti quello dell’ASM che chiude il consuntivo 2009 con 23,6 milioni di euro di passivo, con un costo complessivo di gestione di bem 358 milioni di euro) è il caso di aggiungere i dati del settore Riabilitazione (ex art. 26, vale a dire senza ricovero) che assorbe complessivamente oltre 40 milioni di euro. Tra le spese più consistenti: Don Uva 12 milioni; Padri Trinitari Venosa 7,3 milioni; AIAS Potenza e Marconia 5,2 milioni; CTR Senise 3,3 milioni; CMR Bernalda 2,8 milioni; AIAS Matera e Melfi 2 milioni; Centro RAM Matera 1,3 milioni.
Siamo fortemente insoddisfatti dell’andamento della trattativa – sostiene il Comitato dell’Anisap – sia per il metodo del confronto che ha visto l’assessore chiudersi a riccio intorno alla nostra richiesta di una analisi a 360 gradi dei costi di gestione, degli sprechi da anni consolidati per un lunghissimo periodo di “gestione allegra”. Non va sottovalutato che il nostro settore, tra i pochissimi nel Paese, ha investito ingenti risorse proprie per adeguare strutture e tecnologie e rispondere alle richieste specifiche della Regione che ha voluto completare il processo di accreditamento istituzionale, garantendo ai cittadini prestazioni efficienti e qualificate senza i disservizi che quasi quotidianamente gli organi di informazione raccontano. A questo punto non ci resta che rivolgere un appello al Governatore perché faccia prevalere saggezza e responsabilità e la vertenza possa rientrare nei canoni oggettivi di sostenibilità ed equità dello sforzo richiesto a tutti gli operatori, privati e pubblici, della sanità.
bas 02

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