Alla Fiera del Libro “La Basilicata di Leonardo Sinisgalli”

Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Mollica: “Quale migliore cornice per parlare del poliedrico intellettuale di Montemurro. Un luogo che non è una semplice fiera, ma un evento che fa dell’incontro il leitmotiv”

&ldquo;E&rsquo; un dovere e un piacere rendere omaggio al poeta – ingegnere, il cui estro fu scoperto da Ungaretti e consacrato da Cecchi, De Robertis, Alicata, Bo. Quale migliore cornice se non quella di oggi per parlare del poliedrico intellettuale di Montemurro. Art director, narratore, saggista, documentarista scientifico, inventore di programmi radiofonici, sceneggiatore, creatore e direttore di riviste, Sinisgalli si &egrave; sempre distinto per essersi occupato, con uguale passione, competenza e senso critico, di architettura, di&nbsp; arte, di poesia e matematica&rdquo;.<br /><br />Cos&igrave; il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Mollica, intervenendo alla presentazione del libro &ldquo;La Basilicata di Leonardo Sinisgalli nella Civilt&agrave; delle Macchine&rdquo;, un&rsquo;antologia che raccoglie tutti gli articoli legati alla Basilicata, pubblicati tra il 1953 il 1958 sulla rivista tecnico-culturale fondata da Sinisgalli e da lui diretta in quegli anni, curata da&nbsp; Biagio Russo e Gianni Lacorazza e presentata, questa sera, a Roma nell&rsquo;ambito della Fiera nazionale della piccola e media editoria &ldquo;Pi&ugrave; libri pi&ugrave; liberi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Sinisgalli – ha sottolineato Mollica – sarebbe felice di questa location utilizzata per la presentazione della pubblicazione. Un luogo che non &egrave; una semplice fiera espositiva, ma un evento che fa dell&rsquo;incontro il leitmotiv. L&rsquo;incontro tra lettori ed editori, tra scrittori e addetti ai lavori, l&rsquo;incontro tra generi diversi di scrittura per celebrare il valore della conoscenza. Prendendo a prestito un famoso verso tratto da &lsquo;Mosche in bottiglia&rsquo; (1975) di Sinisgalli: &lsquo;Non spezziamo quello che &egrave; intero, diventa zero&rsquo;, lo utilizziamo per ribadire il valore della cultura. E&rsquo; bene ricordare quanto sia vitale&nbsp; promuovere il fermento delle idee, sostenere la scrittura in tutte le sue forme e in ogni ambito, dalla saggistica, alla poesia alla narrativa, stimolare la magia della lettura e l&rsquo;arte della spettacolarit&agrave;, in quanto tutti potenti veicoli di diffusione di valori etico morali&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Credo che il volume -&nbsp; ha spiegato Biagio Russo – nella sua enciclopedica eterogeneit&agrave;, abbia il merito di raccontare ad un pubblico di lettori molto diversi tra loro, la Basilicata degli anni Cinquanta, con le sue inquietudini, le sue contraddizioni e anche la sua voglia di riscatto. Ci dimostra, inoltre, un Sinisgalli impegnato sul fronte meridionalistico, attento ai problemi della sua terra e prodigo verso le nuove generazioni di intellettuali e artisti lucani&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Uno dei contributi che il libro vuole offrire &ndash;&nbsp; ha affermato Gianni Lacorazza – &egrave; proprio la visione innovativa e proiettata al progresso di una regione che era conosciuta solo per le sue debolezze. Sinisgalli, oltre mezzo secolo fa, tentava di raccontare una Basilicata in cerca di strade nuove ed oggi molte di quelle visioni sono divenute realt&agrave;. Una visione che oggi pu&ograve; diventare re-visione del passato attraverso un cambio di reputazione che la civilt&agrave; delle nuove macchine pu&ograve; contribuire a costruire&rdquo;.<br /><br />Per Giuseppe Lupo, &ldquo;il volume &lsquo;La Basilicata di Leonardo Sinisgalli nella Civilt&agrave; delle Macchine&rsquo; ha il pregio di avviare un&rsquo;analisi sull&rsquo;identit&agrave; regionale, uscendo dai canoni tradizionali del mondo contadino, dunque rileggendo il meridionalismo alla luce di quanto si stesse modificando il Mezzogiorno negli anni dopo la guerra&rdquo; .<br /><br />

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