Il consigliere regionale in un’interrogazione a De Filippo ha chiesto “la verifica dei criteri di ammissione con le opportune modifiche della misura 211 e quali provvedimenti si vorranno attuare rispetto al bando 2009 e quelli per il futuro”.
“Chiarimenti sulla misura 211 del Psr che ha come obiettivo la compensazione del deficit di reddito a carico degli agricoltori che esercitano la propria attività nelle aree montane caratterizzate da svantaggi naturali”. A chiederli il consigliere regionale del Pdl, Gianni Rosa, a seguito di un’incontro con alcuni allevatori, nel corso del quale sono emerse delle criticità legate alla misura 211 del Piano di sviluppo rurale.
“Nell’ambito del bando emesso per il 2009 – afferma Rosa – tantissimi operatori del settore hanno avuto enormi difficoltà nell’accedere ai benefici. Numerose le anomalie esistenti nel bando (secondo quanto evidenziato dagli operatori del settore) tra cui l’esclusione dei titoli di conduzione unilaterali (validi per il premio unico, per la richiesta di carburante e per il primo insediamento), l’esclusione dei terreni demaniali detenuti tramite la fida pascolo; i controlli effettuati sulla campagna dell’anno successivo (2010 per le domande 2009, mentre dovrebbero essere verificati i parametri dell’anno oggetto dell’incentivo), la data certa per i contratti di fitto, secondo l’ultimo bando l’impegno quinquennale parte dal primo pagamento fatto dall’ente erogatore (contratti con data 1/1/2009 e scadenza 31/12/2013 risulterebbero tutti esclusi in quanto i primi pagamenti sono stati effettuati in data 6/12/2010 annualità 2009) e la mancata considerazione della normativa prevista dalla Legge 203 (norme su contratti agrari durata minima 15 anni)”.
“La zootecnia – sostiene il consigliere del Pdl – è un settore importante in Basilicata, molte aziende lucane sono all’avanguardia, ma il difficile periodo economico e un’aggressiva politica commerciale di Nazioni estere che puntano sulla quantità e non sulla qualità, approfittando anche di un basso costo della manodopera, hanno aumentato le difficoltà degli operatori del settore. Se poi, a queste difficoltà di mercato aggiungiamo anche la burocrazia regionale che, troppo spesso, affronta le tematiche senza una valutazione specifica delle realtà agricole lucane, è normale che le problematiche si amplificano e diventano difficilmente risolvibili. Con l’interrogazione – spiega Rosa – ho sollecitato la verifica dei criteri di ammissione con le opportune modifiche, rendendoli così più confacenti alle caratteristiche delle nostre aziende agricole. Infine, è stato chiesto, quali provvedimenti si vorranno attuare sia rispetto al bando 2009 (già chiuso) e sia per quelli che si andranno a formulare in futuro”.