Per il consigliere di Idv “dopo il referendum bisogna approfondire le esperienze del Comune di Napoli e della Regione Puglia
“Dopo l’esito plebiscitario dei referendum riferiti al controllo e alla gestione pubblica dell’acqua e dopo la delibera della Giunta comunale di Napoli proposta dal sindaco De Magistris per il totale controllo pubblico dell’acqua che fa seguito alla trasformazione dell’Acquedotto Pugliese in ente di diritto pubblico, decisa dal Consiglio regionale della Puglia, si impone all’attenzione del Consiglio regionale della Basilicata un’accelerazione della riforma della governance nel settore idrico per dare attuazione a quella che è una volontà manifestata dai cittadini con il voto del 12 e 13 giugno scorsi ”. A sostenerlo è il consigliere regionale di Idv, Antonio Autilio, che sottolinea in particolare “gli elementi di novità della ‘delibera De Magistris’, tra i quali il principio e la natura di ‘bene comune’ dell’acqua, non assoggettabile a meccanismi di mercato”, la specifica dichiarazione che “la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici”.
“Inoltre – aggiunge il consigliere – proprio per dare continuità alla volontà dei cittadini espressa nei referendum, si introducono percorsi di consultazione con il Forum dei movimenti per l’acqua, presente ed attivo anche in Basilicata con la nuova sollecitazione a procedere verso un ente di diritto pubblico. Bisogna produrre, attraverso l’audizione di esperti nei settori giuridico, economico e aziendale, un modello di gestione coerente con i principi affermati, oltre a realizzare nel concreto i principi di trasparenza e partecipazione dando una migliore informazione attraverso il web e i siti istituzionali”.
“Un altro esempio importante – continua Autilio – è venuto dalla Regione Puglia che ha trasformato l’Acquedotto pugliese in una società di erogazione di servizi e, dunque, non più una società per azioni (sinora detenuta all’87 per cento dalla Puglia e al 13 per cento dalla Basilicata) finalizzata al lucro. Riflettere su quanto è stato fatto ed approfondire le esperienze del Comune di Napoli e della Regione Puglia è sicuramente quello che ci chiedono gli elettori lucani. Una priorità persino rispetto alle nomine che riguardano Acquedotto lucano e Acqua spa, anche per individuare una risposta alla legittima richiesta dei segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Pepe, Falotico e Vaccaro, rivolta all’Aato Basilicata (Autorità ambito territoriale ottimale) di elevare la base di reddito Isee per la concessione degli sgravi sulle tariffe idriche per i cittadini lucani a basso reddito”.
“La proposta del sindacato – conclude Autilio – che è finalizzata ad allargare la platea degli aventi diritto alla riduzione della bolletta idrica e che consiste nell’elevare il reddito Isee dagli attuali 7.500 euro annui ad 8.500 per i pensionati, e dagli attuali 6.000 euro a 7.500 per tutti gli altri lavoratori dipendenti, merita la massima attenzione e il massimo sostegno”.