Pepe (Cgil), inaccettabile autoritarismo Fiat

“Inaccettabile l’autoritarismo della Fiat che cancella libertà e diritti. Remunerazione degli Investimenti e governo della fabbrica sono perfettamente compatibili con il contratto nazionale e l'accordo aziendale che si poteva realizzare.
Ci auguriamo che i lavoratori respingano, con la votazione, questo accordo regressivo ne fortemente lesivo per il sindacato, che denota il tratto antidemocratico ed autoritario di Marchionne, fautore di uno sviluppo industriale distorto che pretende di spostare l'ago della bilancia sempre e solo dalla parte dell'azienda”.
Lo ha affermato Antonio Pepe, segretario generale della CGIL Basilicata, commentando la proposta di accordo di Mirafiori, “uno scambio assurdo ed inaccettabile tra diritti e lavoro”. “La vita di migliaia di lavoratori subirà un drastico peggioramento e un ritorno al passato per le relazioni industriali, per la democrazia sindacale, per i diritti dei lavoratori. In questo modo – continua Pepe – si rischia di girare il coltello in una piaga aperta nella carne viva dei lavoratori che, nonostante la loro presenza in prima linea quali vittime sacrificali della crisi, rischiano di perdere anche l'ultimo degli strumenti che garantisce omogeneità di trattamento tra lavoratori: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
È incomprensibile come a Mirafiori sia stato firmato un accordo che mette alla porta il sindacato dei metalmeccanici nettamente più rappresentativo: la FIOM. Non possiamo nasconderci dietro un dito, bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità, bisogna riflettere sugli errori fatti ma bisogna anche e soprattutto assumere consapevolezza del ruolo che un vero sindacato deve ricoprire in un momento tanto difficile, in cui i diritti dei lavoratori sono continuamente messi in discussione in nome di una crescita presunta e la rappresentanza sindacale sembra essere diventata un inutile orpello: tanto ci pensa l'azienda a ricoprire ogni ruolo.
Continueremo a stare al fianco dei lavoratori – conclude Pepe – con gli obiettivi che da sempre hanno contraddistinto la nostra azione: tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. Proprio per questi motivi metteremo in campo tutte le azioni necessarie a ribadire la necessità di dare vita ad una proposta nuova di Contratto Collettivo Nazionale, contrastando l'azione di chi cerca di distruggerne la sua fondamentale funzione di tutela degli interessi dei lavoratori e delle aziende.
Siamo convinti che si stia scrivendo la pagina più buia della storia delle relazioni sindacali del nostro paese, cancellando l'accordo del 93 sulla possibilità di libere elezioni dei rappresentanti dei lavoratori.
Con questo atto il più importante gruppo industriale del paese mette fuori dai cancelli dei suoi stabilimenti la Costituzione, imponendo un diktat all'intero mondo della rappresentanza sociale: sarà la giungla, e purtroppo vincerà il più forte”.
bas 02

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