I vincoli del patto di stabilità, che si aggiungono agli ormai cronici ritardi nei paga-menti della pubblica amministrazione, stanno mettendo in ginocchio le imprese, specie quelle edili. E’ l’allarme lanciato da Confindustria Basilicata, che, in una nota, sollecita un incontro urgente al presidente Vito De Filippo, per sollecitare la Regione Basilicata e il sistema bancario a pagamenti alle imprese in tempi rapidi, attraverso la cessione pro-soluto dei crediti garantiti dalla Regione.
La Regione Basilicata, cosi come previsto dal Decreto Anticrisi, può favorire – sottoli-nea Confindustria – certificando il credito, le anticipazioni delle somme dovute alle imprese fornitrici della PA da parte degli istituti di credito. Ma la procedura, in refe-rimento al Patto di Stabilità 2011, è ancora ferma.
Negli ultimi anni la stretta imposta dalle condizioni del Patto di stabilità interno ha esasperato il ritardato dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e del blocco degli investimenti degli enti locali, determinando una situazione di grande sofferenza per le imprese.
Quindi, se da un lato, è indubbio, che si debba procedere con l’allentamento dei vin-coli per gli enti locali, dall’altro occorre pensare – propone Confindustria – anche a soluzioni alternative, che pure la legge consente, come la Regionalizzazione del Patto di Stabilità. Questa misura consente alla Regioni di gestire il proprio obiettivo insieme agli altri enti locali svolgendo un ruolo di coordinamento e procedendo, quindi, ad un’azione di compensazione e ottimizzazione delle azioni complessive di spesa e pa-gamento.
Lo strumento presenta importanti potenzialità ma a 3 anni dalla sua introduzione risulta solo parzialmente utilizzato dalle Regioni ( 9 su 19), e non è stata ancora pre-sa in considerazione in Basilicata. Secondo uno studio dell’ANCE, l’Associazione dei Costruttori Edili di Confindustria, in Italia nel triennio 2007-2009 oltre 4,5 miliardi di euro di pagamenti avrebbero potuto essere liberati dai Comuni, senza rischio per gli enti di sforare il Patto. Perciò, se la regionalizzazione fosse stata pienamente attuata, oggi l’importo dei pagamenti comunali bloccati dal Patto sarebbe la metà: 5,5 mi-liardi di euro di pagamenti bloccati, contro i 10 miliardi di euro censiti dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
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