Montemurro (Cna) su crisi settore costruzioni

"L’onda lunga di una crisi internazionale che attanaglia da anni anche il settore delle costruzioni, giunge ormai al suo rush finale. Lo avevano segnalato un anno e mezzo fa le organizzazioni sindacali e le associazioni artigianali e cooperative in occasione degli Stati Generali.
Nei 18 mesi appena trascorsi nulla è cambiato" – spiega Leonardo Montemurro, segretario regionale della Cna – che annuncia la partecipazione degli esponenti lucani alla manifestazione di protesta in programma il prossimo 1 dicembre e sottolinea i dati drammatici del settore.
«La crisi senza precedenti – prosegue- è rappresentata da 250 mila posti di lavoro persi, più del 300% dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, il 20% medio di riduzione delle produzioni di materiali da costruzione, 70 miliardi in meno del valore complessivo delle produzioni a cui si aggiunge il ritardo nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni con punte che toccano i 24 mesi. Un quadro a tinte più che fosche che ci induce a guardare con scarso ottimismo al futuro del settore – aggiunge Montemurro – come dimostra anche il fallimento del Tavolo interministeriale dell’edilizia che dal luglio 2009 ad oggi si è riunito una sola volta. Quello dell’edilizia è un settore trainante per l’intera economia nazionale ma anche e soprattutto per quella regionale (che forte delle sue quasi 6.700 imprese in tutta la Regione (dato al 31.12.2008) di cui 4500 in provincia di Potenza e 2.141 in Provincia di Matera rappresenta uno dei settori più importanti dell’intera economia). Si pensi che il totale delle imprese operanti in Basilicata escluse quelle agricole è di 36.000 unità , pertanto l’edilizia da sola rappresenta quasi il 20% del totale: percentuale che cresce ancora di più se consideriamo tutto l’indotto creato dall’edilizia sia pubblica che privata rappresentato da fabbricanti di infissi in legno e metallo, impiantisti, etc.
E’ per questo che anche noi saremo in piazza Montecitorio l’1 dicembre a partire dalle 10,30 a protestare contro la mancanza di strumenti da parte dello stato che contribuisce a frenare il processo vitale di sviluppo della competitività soprattutto in aree come quelle del Mezzogiorno nelle quali la crisi ha assunto, non da oggi, i contorni di una vera e propria emergenza sociale».
Le priorità sul tavolo, secondo gli Stati Generali si sintetizzano in sette punti fondamentali:
sblocco dei pagamenti per le imprese che hanno Sal approvati ma bloccati dal Patto di stabilità. E’ necessario allentare questi vincoli a favore delle imprese virtuose;
disponibilità, in termini di attribuzioni di cassa, delle risorse destinate dal Cipe alle priorità infrastrutturali, a cominciare da quelle per il programma di piccole e medie imprese nell’edilizia scolastica;
processi di semplificazione amministrativa e rafforzamento dei controlli di sicurezza e regolarità;
eliminazione delle distorsioni fiscali nel settore immobiliare (vedi Iva sull’invenduto dopo 4 anni) in un contesto di riforma del fisco più equa per lavoratori, imprese e cittadini;
rilancio degli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nel settore immobiliare;
attivazione di strumenti per combattere l’illegalità e promuovere la qualificazione con procedure esigibili;
estensione al settore dell’edilizia degli ammortizzatori sociali definiti per il settore dell’industria.

BAS 05

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