I Ccp, entra nel vivo la discussione sullo Statuto regionale

Si è parlato di “Principi”, “Sistema politico istituzionale”, “Sistema pubblico regionale”

Seguendo il cronoprogramma stabilito dalla Commissione “Affari istituzionali” che prevede due sedute di approfondimento su sei nuclei tematici intorno ai quali il Consiglio regionale ha deciso di sviluppare la discussione, la seduta odierna ha visto l’esposizione, da parte del presidente dell’organismo Vincenzo Santochirico (Pd), delle linee guida concernenti i “Principi generali” su cui dovrà vertere la nuova carta, i criteri che dovranno appalesare il “Sistema politico istituzionale” e quelli alla base de “Sistema pubblico regionale”. I presenti, pur esprimendo opinioni diverse in merito al modello ed all’articolazione, nonché ai principi da seguire per la stesura del nuovo Statuto, hanno convenuto sulla esaustività dei temi suggeriti da Santochirico. Presenti i consiglieri Mollica (Mpa), Navazio (Ial), Falotico (Plb), Romaniello (Sel), Mazzeo Cicchetti (Idv), Viti (Pd), Pagliuca (Pdl), Vita (Psi), Singetta (Api), Scaglione (Pu).

I principi divengono sinonimo di “insieme dei valori da tutelare e affermare, di finalità da raggiungere, di intenti politici da perseguire, di politiche da attuare, di impegni a promuovere diritti ed a soddisfare bisogni”. Ampio il catalogo dei principi aggregati per campi omogenei: richiamo ai principi costituzionali, autonomia regionale e unità nazionale, pace, libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà. E ancora, tutela della persona, dei diritti umani, delle formazioni sociali, partecipazione, associazionismo e volontariato, diritto al lavoro e diritti sociali. Tutto questo senza tralasciare l’istruzione e la formazione, il diritto all’informazione, alla cultura, scienza e ricerca, alla salute, alla cura e all’inclusione dei disabili. Tra i principi fondamentali, imprescindibili la famiglia e i diritti dei minori, le autonomie locali, in un contesto di salvaguardia dell’ambiente, territorio e risorse naturali, del patrimonio storico e artistico. Ruolo prioritario quello dello sviluppo, dell’iniziativa economica, delle pari opportunità, dei diritti di quarta generazione. Il tutto in una ottica di programmazione e di sussidiarietà. Da discernere sui modelli possibili: un unico articolo sui principi? Articoli distinti?. “In prima battuta – sottolinea Santochirico – occorre condividere il catalogo e le aggregazioni e, quindi, raggiunta un’intesa sul punto, passare alla esplicitazione del contenuto e dell’azione collegata, vale a dire promozione, tutela, garanzia, valorizzazione”.

Altro punto nodale affrontato nel corso della discussione, quello relativo alla “Forma di governo”: la scelta è tra il modulo classico parlamentare, che vede la formazione del governo regionale con la scelta del Presidente sulla base del voto di fiducia del Consiglio e l’elezione diretta del Presidente della Regione, contestualmente a quella del Consiglio regionale, “così indissolubilmente legati dal principio aut simul stabunt aut simul cadent”. Per Santochirico diviene interessante “una esplicitazione preliminare delle potestà legislativa, regolamentare, amministrativa”. Da definire, dunque, la funzione legislativa, gli organi, il regolamento del Consiglio, la programmazione dell’attività, le deliberazioni.

“Il Sistema pubblico regionale” altro nucleo tematico affrontato, tenendo ben presente il giusto rapporto tra istituzione e cittadino. Da valutare e definire, pertanto, i principi dell’organizzazione e dell’attività amministrativa, il procedimento amministrativo, la programmazione, il personale, dirigenti ed uffici, l’autonomia finanziaria e contabile, le competenze tributarie, il documento annuale di programmazione, la legge finanziaria ed il bilancio, il demanio e patrimonio.

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