Riguarda gli “Spazi di confronto al femminile”, ed è stata proposta da Cgil, Cisl e Uil per coinvolgere maggiormente il mondo associativo nella Commissione regionale per le pari opportunità
La prima Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale, che si è riunita oggi a Potenza, ha approvato a maggioranza una proposta di legge di iniziativa popolare di modifica della legge regionale n.27/1991 (Norme relative alla costituzione della Commissione regionale per le parità e le pari opportunità tra uomo e donna). Favorevoli al provvedimento il presidente della Commissione Vincenzo Santochirico (Pd) ed i consiglieri Marcello Pittella (Pd), Giannino Romaniello (Sel), Alessandro Singetta (Api), Rocco Vita (Psi), Roberto Falotico (Plb) e Alfonso Ernesto Navazio (Ial), mentre si sono riservati di esprimere il proprio parere in Aula i consiglieri Mario Venezia (Pdl), Luigi Scaglione (Pu) e Franco Mollica (Mpa).
La proposta di legge di iniziativa popolare, che ora passa all’esame del Consiglio regionale per la definitiva approvazione, era stata promossa da Cgil, Cisl e Uil e giaceva in commissione dal 2002. In base a questa proposta solo 6 delle 20 componenti della Commissione per le pari opportunità saranno nominate dal Consiglio regionale (il quale attualmente nomina l’intera Commissione), mentre le altre 14 saranno designate dalle rappresentanze sociali e dalle organizzazioni delle donne.
“Finalmente – afferma Santochirico – può trovare uno sbocco legislativo questa iniziativa, che punta a modificare la composizione della Commissione regionale per le Pari Opportunità per rappresentare meglio la società lucana. La designazione diretta della maggior parte delle componenti da parte de mondo dell’associazionismo, delle organizzazioni sindacali, delle organizzazioni imprenditoriali e della cooperazione va certamente in questa direzione. Si prevede inoltre che vengano ampliate, differenziate e armonizzate le funzioni della Crpo, – conclude Santochirico – con l’obiettivo di conferire maggior peso al punto di vista delle donne nelle politiche regionali”.