Figliulo e Ferretti su oasi faunistico venatoria di Calvello

L’ufficio Attività Produttive della Provincia di Potenza ha approvato l’autorizzazione per l’istituzione dell’Azienda Faunistico – Venatoria e di Tutela Ambientale di Calvello, per una superficie complessiva di 1134 Ha. Il consorzio che vede come socio fondatore pubblico il Comune di Calvello arriva a destinazione dopo un percorso iniziato nel 2002. Lo rendono noto l’assessore provinciale alle Attività Produttive Nicola Figliuolo e il consigliere provinciale Gerardo Ferretti: insieme esprimono – in un comunicato – “viva soddisfazione per il risultato raggiunto e per la capacità dimostrata dagli attori locali di mettersi insieme e collaborare per la valorizzazione del territorio e la tutela dell’ambiente”.
“Sarà realizzata – spiegano – un’Oasi di Protezione nella zona confinante il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, che dovrà avere un regolare programma di gestione ambientale, faunistico e venatoria nel rispetto dei tempi e delle modalità stabiliti dal regolamento provinciale. L’istituzione dell’Azienda Faunistico – Venatoria e di Tutela Ambientale di Calvello rappresenterà una buona occasione di diversificazione dell’attività agricola e una possibilità di reddito alternativo derivante dallo sfruttamento di aree rurali ove l’agricoltura non risulti competitiva nonché una composizione ideale degli interessi rivolti alla tutela dell’ambiente. Ne potranno derivare inoltre effetti positivi per le aziende agricole ricadenti nell’area sia in termini di utilizzo di terreni (incolti, boschi, ecc.) poco adatti a colture agrarie più redditizie, sia in termini di immagine con la commercializzazione dei prodotti con un marchio specifico afferente all’Azienda. Tale marchio infatti indicherebbe una adozione di ordinamenti produttivi a basso impatto faunistico-ambientale. Non è da trascurare infine che nei periodi di chiusura della caccia, i terreni con una buona consistenza faunistica possono costituire un’attrattiva per i turisti dove praticare attività come birdwatching o trekking in ambienti naturali ricchi di fauna, ampliando così la sfera dei potenziali turisti oltre che un serbatoio naturale di riproduzione della stessa avi-fauna. La realizzazione dell’Oasi di Protezione, l’opportunità di diversificazione delle attività agricole, la qualificazione dei prodotti tipici attraverso anche una denominazione di produzione e non ultimo la potenziale attrattiva turistica potranno nel complesso determinare effetti indiretti, non certo trascurabili, con sensibili e positive influenze sulle attività delle aziende operanti sul territorio comprese quelle che operano in settori diversi dall’agricoltura quali aziende agrituristiche e turistiche nonché l’artigianato locale”.

BAS 05

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