"'Un secondo modello da produrre nello stabilimento Fiat di Melfi, spostando la Mito Alfa Romeo da Mirafiori alla Sata'': è la proposta che Rocco Palombella, segretario generale Uilm ha annunciato oggi a Rionero in Vulture all’assemblea dei quadri della Uilm. ''Siamo in attesa – ha detto il dirigente sindacale rivolto alla platea dei metalmeccanici Uil – di una convocazione da parte di Fiat, come annunciato dall'azienda automobilistica nell'incontro tenuto a Roma nella scorsa settimana. Al centro del dialogo l'attuazione del piano 'Fabbrica Italia' con la definizione di modelli, la loro allocazione sui siti italiani, l'attuazione degli investimenti, dopo l'importante scelta della Panda a Pomigliano. In questo senso – ha spiegato Palombella – abbiamo deciso di focalizzare l'attenzione sullo stabilimento di Mirafiori a Torino, poi passeremo agli altri siti. In questo contesto di scelte da praticare Melfi ha un'ottima prospettiva. A nostro parere, oltre alla Punto Evo, lo stabilimento lucano ha tutte le possibilità per produrre un secondo modello”. Il prossimo incontro tra Sindacati e Fiat a Potenza e' stato fissato per il prossimo 7 dicembre.
Per il segretario lucano della Uilm, Vincenzo Tortorelli “accettare la sfida di Marchionne significa costringere il mondo dell’impresa a scommettere nuovamente sul nostro Paese e a misurarsi con il tema della produttività. Noi, per assolvere al nostro compito – ha aggiunto – dobbiamo assumerci le responsabilità accettando le sfide che si chiamano produttività, efficienza e competitività in cambio di salari più alti e un lavoro più stabile e duraturo. Dobbiamo togliere ogni alibi alla FIAT, solo così capiremo fino in fondo quali siano le sue reali intenzioni”.
Il segretario generale regionale della Uil della Basilicata Carmine Vaccaro ha affermato che “l’interrogativo centrale è: “Fabbrica Italia”, per la quale FIAT ha annunciato di investire 20 miliardi di euro, come si cala nella realtà di Melfi?.Questo è il punto vero ed è questa una risposta che Marchionne deve darci come ha giustamente preteso il Presidente De Filippo. Le dichiarazioni di Marchionne in tv non ci sono piaciute e ci hanno sorpreso non perché non ci sia anche un fondo di verità, ma perché quel frammento di verità rischia di avere effetti incontrollabili da una parte dando fiato al sindacalismo antagonista ed irresponsabile, dall’altro indispettendo gli italiani che sono legati alla loro impresa più importante e prestigiosa e che stanno reagendo negativamente anche in merito all’acquisto di auto Fiat. Ma la sfida a Melfi è anche sulla qualità e il Campus tecnologico di Melfi viene avviato e finanziato in parte dalla Regione Basilicata perché un pezzo significativo della nostra Regione vuole seriamente misurarsi. A Melfi, lo diciamo fino alla noia, bisogna costruire una piattaforma industriale moderna dell’automotive, non ci accontentiamo di produrre scocche. Vogliamo la testa pensante della Fiat in Basilicata. Perciò disorientare l’opinione pubblica italiana, i lavoratori italiani è un elemento che ci preoccupa, come è grave la disdetta dell’accordo sulle pause di lavoro a Melfi poiché si carica di un significato particolare”. Secondo Vaccaro, infine, “serve una nuova normativa di legge perché raccogliendo l’appello del presidente Napolitano alla responsabilità di tutte le parti in causa si riscrivano le regole della rappresentanza e si annullino, di fatto, scelte improntate sulla logica del conflitto come unica strategia di sindacati e lavoratori”.
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