"Sotto il cappello noto, usato più volte e sempre servito a creare guerre tutt’altro che “umanitarie”, eccoci di nuovo all’attacco. La voglia di esserci, di far parte della schiera dei potenti, di potersi poi sedere al tavolo dei vincitori e spartirsi le ricchezze dell’area in questione, – afferma in un comunicato il segretario regionale del Prc – Fds Italo Di Sabato – è più che una tentazione per l’Italia. Poco importa se risultiamo essere patetici opportunisti, voltagabbana dell’ultima ora, molte parole sono già state spese sull’argomento. Bisognerebbe invece ricordare che esattamente 100 anni fa l’Italia entrava in Libia, alla conquista di quelle terre, perché anche noi avessimo la nostra bella colonia al sole. Doveva bastare questo ricordo a tenerci fuori. Ma si potrebbero aggiungere molti altri nobili motivi. Vogliamo parlare della politica dei due pesi e delle due misure? Cosa facciamo quando Israele bombarda Gaza? O vogliamo parlare della Cecenia? Oppure della repressione della Turchia sul popolo Kurdo?
Cambiamo direzione, la passata esperienza dovrebbe insegnare, ed allora vogliamo parlare del Kossovo, della Somalia, dell’Iraq, dell’Afghanistan? . Restando su un tema tanto di moda negli ultimi giorni, vogliamo parlare di Costituzione? E di quel bellissimo articolo che dice che l’Italia ripudia la guerra? Perché non ci viene in mente che se vogliamo fare qualcosa di umanitario bisogna accogliere le persone che richiedono asilo, e non mandarle a morire come abbiamo fatto finora proprio grazie agli accordi con la Libia. Insomma non c’è che da scegliere. Molto si poteva fare sul versante diplomatico. Perché l’Europa, la comunità internazionale non hanno provato a mediare? Dopo il silenzio, l’attacco, a cui l’impresentabile Italia si unisce solo per la paura di restare fuori e per la necessità di stare col più forte. Esprimiamo un no deciso all’ennesimo conflitto umanitario e il nostro impegno sarà nel chiedere un immediato cessar del fuoco".
BAS 05