Presentato dal Presidente della Terza Commissione consiliare un ordine del giorno sull’importanza delle produzioni agricole lucane in campo energetico.
“Considerata l’attenzione che il Piear ha avuto in tutto il suo iter approvativo da parte di tutti i soggetti interessati e, soprattutto tenendo conto che non tutte le osservazioni e indicazioni espresse dai diversi soggetti ascoltati dalla Commissione potevano essere inserite nel Piano”, Mollica ha sottolineato che “vanno informati e preparati anche gli agricoltori della Basilicata a diventare produttori di energia, predisponendo un vero e proprio ‘Piano di sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura’ che preveda finanziamenti a quei produttori agricoli che possano produrre bioenergie e partecipare alla gestione di impianti di microgenerazione”.
“Il contributo del settore agricolo in campo del risparmio energetico – ha evidenziato Mollica – può essere rilevante se vengono assunte precise opzioni ai modelli produttivi classici e ci si apre alla centralità del nostro sistema produttivo, delle aziende e delle imprese lucane quale strumento per un diffuso concorso alla produzione di energia. In Basilicata – ha continuato – abbiamo grandi potenzialità per quanto concerne le fonti energetiche rinnovabili rispetto a tutti i segmenti finalizzati alla produzione di energia alternativa, idroelettrico, fotovoltaico, eolico, oltre a quelle più strettamente connesse al settore agricolo e connesse ai processi produttivi ed agronomico-rurale quali le biomasse legnose, il biogas, le colture destinate alla produzione di biocombustibili e biocarburanti. Per dare vita ad un vero e proprio ‘Piano Agroenergetico’ lucano si deve istituire una fitta rete di rapporti tra territorio, spazio agro – rurale ed aziende agricole. Bisogna stabilire – ha sostenuto Mollica – un piano strategico di produzione di energia idroelettrica, sostenere modelli produttivi a rete tra le aziende agricole lucane con quelle di altri ambiti di produzione energetica alternativa, definire un tavolo di lavoro regionale interdipartimentale in materia agroenergetica che converga su di una commissione operativa sulle agroenergie, dare vita ad un interfondo a sostegno di iniziative produttive in materia di agroenergie, inserire nella nuova normativa dei distretti territoriali ‘Agroenergetici’, dare valenza giuridica in materia di associazionismo, secondo la legge 102 del 2004, anche al segmento agrienergetico”.
“Creare sistemi di incentivazione regionale – ha concluso il consigliere –certificati ‘verdi agricoli regionali’, implementare un piano di professionalizzazione degli operatori agricoli nel campo dell’ agroenergia, portare in sede ministeriale ed in ambito Ue un sistema di aiuti alle colture ed alle pratiche agronomiche a destinazione no-food, creando anche una nuova Ocm Agrienergetica a livello europeo. Altro grande tema da affrontare successivamente e da mettere necessariamente in campo è quello relativo al credito di carbonio”.