Realizzata con il contributo di giovani registi giordani, ha per tema l’identità territoriale dei siti archeologici di Umm Quais e Pella
Dopo la presentazione dei risultati del Progetto di Cooperazione “Archeogiordania” alla presenza del segretario del ministero del Turismo giordano Issa Gamooh e del Direttore del Dipartimento delle Antichità giordane Ziad Al Saad, sarà inaugurata a Matera il 13 aprile (ore 13) a Palazzo Lanfranchi, nel Museo nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata, la mostra “Voci della Decapoli”. Realizzata nell’ambito del Progetto Archeogiordania, ha l’obiettivo di contribuire alla comunicazione e alla valorizzazione dell’identità territoriale di alcuni siti archeologici nel Nord della Giordania, con particolare attenzione ad Umm Quais e Pella. Il progetto Archeogiordania, di cui è capofila la Regione Basilicata, è stato attuato in collaborazione con la Regione Umbria, il ministero del Turismo della Giordania e il locale Dipartimento delle Antichità.
La mostra, che resterà aperta fino al 25 aprile per poi essere presentata in Giordania, è stata curata da Sviluppumbria in collaborazione con la Scuola di specializzazione in Archeologia-Università degli Studi della Basilicata e si è avvalsa del contributo di giovani registi giordani selezionati dalla Royal Film Commission. “Voci della Decapoli” racconta, tramite immagini, testi e video-testimonianze raccolte direttamente in Giordania, le molteplici sfaccettature dell’identità territoriale dei siti, così come essa viene percepita dai diversi fruitori (rappresentanti delle istituzioni giordane, residenti, turisti giordani e stranieri). All’inaugurazione prenderanno parte anche i partecipanti al Seminario di presentazione dei risultati finali del progetto di cooperazione sui temi dello sviluppo locale denominato “Prices”, che ha impegnato la Regione Basilicata insieme a partners provenienti dalla Serbia, Bosnia, Albania ed altre Regioni italiane.
I due progetti sono stati finanziati dai ministeri degli Esteri e dello Sviluppo economico nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Sostegno alla Cooperazione Regionale” nell’area dei Balcani e del Mediterraneo.
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