Lauria, nuovo evento in “Frammenti autoriali”

Il 18 settembre, per la rassegna sulle nuove cinematografie d’autore del mondo, viene presentato il docufilm di Rocco Messina “L’ultimo degli uomini” (2025). Prima della proiezione interverranno, insieme al regista, Nicola Timpone, Mimmo Mastrangelo e Mario Lamboglia.

San Giustino de Jacobis  fu un povero cristiano, “l’ultimo tra gli uomini” la cui esperienza in Africa da missionario (meglio da pellegrino)  ancora oggi testimonia che più cresce l’umiltà in noi più si avverte il bisogno di andare incontro alla diversità, al  fratello straniero. Nato a San Fele (Potenza) nel 1800, Giustino  è stato un apostolo straordinario,  solamente –  come affermò il pontefice Paolo VI  il 25 giugno del 1975,  giorno  in cui  il sacerdote lazzarista e vescovo di  Nilopoli venne canonizzato – “ha avuto il torto di essere poco conosciuto”. Infatti, Giustino, benché sia un santo locale, patrono dei lucani all’estero, rimane nella chiesa di Basilicata una figura poco nota ,    paradossalmente  viene più “venerato” nelle Chiese d’Oriente e nelle comunità arabo-islamiche che da noi. Ed anche  per questo bisogna essere grati al regista Rocco Messina nell’ aver girato sul santo  “L’ultimo degli uomini”, un docufilm che verrà presentato il 18 settembre (Sala Cardinale Brancati, ore 18.30) nel corso del sedicesimo appuntamento di “Frammenti Autoriali 2026”, rassegna sulle nuove cinematografie d’autore del mondo,   promossa da Gal- La Cittadella del Sapere e Festival Internazionale Marateale, con la collaborazione in loco   dell’Associazione Culturale Magna Grecia e  Palazzo Marangoni.
Articolato su varie testimonianze ed inframmezzato da brevi spaccati dell’omonimo spettacolo teatrale (con la voce narrante di un bravo ed insolito Tonino Centola), il documentario di Rocco Messina presenta un san Giustino  non missionario ma apostolo che in terra d’Abissinia (oggi Eritrea) – per oltre un trentennio e fino alla morte (avvenuta nel 1860 a Zula) – si fece  voce di una “Chiesa in uscita”  la cui evangelizzazione non significa(va) fare proselitismo, “imporre una missione gerarchia e coloniale”, ma  dialogo, incontro, amore per ogni essere umano.  La profezia di san Giustino è stata quella di un pellegrino che si è fatto voce di un Vangelo imbevuto di vita e rivolto a disinnescare le valvole dell’odio tra  i popoli, le etnie. La sua opera missionaria  ha anticipato le direttive del Concilio Vaticano II riguardo al dialogo ecumenico, interreligioso, “senza ombra di dubbio  Giustino de Jacobis è un santo moderno – sostiene Rocco Messina – parla al nostro tempo perché  tutta la sua missione rimane modello di un’ incondizionata opera di pace e  dialogo”. Prima della proiezione del docufilm, prodotto da Gal-Percorsi e Rvm Broadcast, interverranno con il regista potentino, Mimmo Mastrangelo, cinecronista ed ideatore di “Frammenti Autoriali”, Nicola Timpone, direttore del Festival Internazionale Marateale e Mario Lamboglia, direttore della testata giornalistica Ecochannel.

    Condividi l'articolo su: