Fa tappa in Basilicata “Voler Bene all’Italia”

La campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori marginali e montani dà appuntamento il 7 giugno (ore 10) per visitare la Masseria Nivaldine di Rotondella (Mt), tra le sette realtà nazionali censite quest’anno e in prima linea nella transizione ecologica.  

Torna in Basilicata Voler Bene all’Italia, la campagna nazionale di Legambiente che dal 2004 promuove i Piccoli comuni con l’obiettivo di contrastare la crisi demografica, la carenza di servizi territoriali e contenere tutti i fenomeni che hanno accelerato la marginalità di territori che sono, invece, custodi di risorse naturali, tradizioni, produzioni, storia e bellezza del Paese.

L’Edizione 2026 della campagna coincide con la celebrazione degli 80 anni della Repubblica, che proprio in queste aree ha trovato e trova ancora la sua spina dorsale e che Legambiente celebra attraverso un viaggio itinerante in sette tappe per far conoscere “I cantieri della transizione ecologica dei territori e delle comunità” che hanno raggiunto obiettivi concreti in tema di economia e filiere circolari rinnovabili, agroecologia e gestione sostenibile delle risorse naturali, turismo attivo.

In Basilicata Voler Bene all’Italia farà tappa domenica 7 giugno a Rotondella, in provincia di Matera, alla scoperta della Masseria Nivaldine (C/da Trisaia Mortellito 2), un’azienda agricola ortofrutticola, viticola e olivicola con annesso laboratorio di trasformazione e fattoria didattica che unisce agroecologia e agricoltura sociale con percorsi educativi per scuole, famiglie e gruppi finalizzati anche all’inserimento lavorativo. Qui si coltivano e conservano la biodiversità frutticola tradizionale, custodiscono due patriarchi da frutto della regione Basilicata, un vigneto sperimentale per la caratterizzazione di un vitigno autoctono, e fanno parte della rete dei produttori del Presidio Slow Food Pera Signora della Valle del Sinni.  L’azienda utilizza impianti di irrigazione a goccia automatizzati per il risparmio idrico, ed ha un impianto fotovoltaico che garantisce l’autosufficienza energetica.

“Per contrastare la crisi demografica e climatica i territori e le comunità locali devono seguire senza esitazioni la strada della transizione ecologica– commenta Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – perché è la risposta più efficace per offrire risposte e opportunità alle aree interne e montane del nostro Paese favorendo al tempo stesso uno sviluppo locale sostenibile. Non dimentichiamo inoltre che la transizione ecologica porta benefici economici e sociali per i territori generando opportunità di lavoro, crescita sostenibile e valorizzazione delle risorse naturali. Alla luce di ciò, torniamo anche a ribadire che i piccoli comuni e più in generale le aree interne del Paese non devono essere lasciate sole, servono finanziamenti e interventi per rafforzare i servizi territoriali, ridurre la marginalità economica e il disagio insediativo, per creare lavoro e migliorare la protezione delle persone e dei territori resi sempre più fragili dall’impatto della crisi climatica”.

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