Disma ODV presenta S-Catenati. Oltre l’errore.

Il periodico è realizzato con le persone in esecuzione penale presso la Casa Circondariale. Il numero si intitola Mediterraneo. Mare Nostrum ed è il primo di quattro uscite del 2026. L'appuntamento è il 29 maggio nella Sala conferenze della Camera di Commercio di Matera.

Il 29 maggio, alle 18.30, l’associazione Disma Odv presenta nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Matera il decimo numero di S-Catenati. Oltre l’errore, il periodico realizzato con le persone in esecuzione penale presso la Casa Circondariale di Matera

Il numero si intitola Mediterraneo. Mare Nostrum ed è il primo di quattro uscite 2026 tutte dedicate al Mediterraneo: mare nostrum, poi casa, frontiera, strumento di dialogo. Nell’anno che celebra Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, la redazione, in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019 che ha sostenuto la pubblicazione come parte di Matera 2026, ha deciso di portare il dibattito culturale che sta animando la città all’interno del carcere e di restituire alla città il Mediterraneo che vive lì dentro. I detenuti, di fronte alla proposta, avevano obiettato: parlano di Mediterraneo, non parlano di noi. Il giornale ha fatto di quella provocazione il punto di partenza.

«Il carcere è una delle immagini più nitide di cosa sia un confine», commenta Rita Orlando, Direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019. «Terre Immerse, il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, parte proprio da lì: dal tentativo di ribaltare quei confini, di portare in superficie luoghi e voci che spesso non si vedono. Luoghi immersi, come il Mediterraneo che attraversa l’entroterra e raggiunge questa città senza passare dal mare».

«Il carcere di Matera occupa una posizione centrale rispetto alla città, ma la vera sfida è un’altra», ha dichiarato Domenico Sabella, Direttore della Casa Circondariale, nell’intervista pubblicata sul numero. «Si tratta di far seguire alla centralità geografica una centralità culturale, che permetta di maturare una riflessione sul ruolo del carcere e sull’adeguatezza delle risposte delle istituzioni al fenomeno della devianza criminale. Questo ragionamento vale per tutti i ristretti e ancor di più per chi giunge in istituto portando sulle spalle il peso di un lungo viaggio che lo ha portato lontano da casa»

Il lavoro della redazione di S-Catenati trova, inoltre, un riconoscimento istituzionale che sarà presentato durante l’evento: il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti hanno firmato un Protocollo d’Intesa per promuovere la formazione giornalistica all’interno degli istituti penitenziari. Il protocollo prevede anche la donazione di circa 100 computer alle redazioni carcerarie, tra cui quella di S-Catenati.

«Siamo arrivati al terzo anno di S-Catenati e, anno dopo anno, le redazioni del giornale lavorano in una sinergia sempre più forte, raggiungendo risultati sempre più articolati e maturi», dichiara Vincenzo Pace, presidente di Disma ODV. «Quest’anno ci siamo dati una sfida complessa: parlare di Mediterraneo con le persone detenute nella Casa Circondariale di Matera. Quando abbiamo proposto il tema, la prima reazione è stata di distanza, quasi di non approvazione: molti ritenevano che il Mediterraneo fosse qualcosa di lontano dalla loro esperienza quotidiana, segnata dalla vita in cella. Il percorso redazionale ha però permesso di riconoscere che il Mediterraneo attraversa le loro vite affettive, lavorative e sociali, e che il carcere stesso custodisce una pluralità di storie, provenienze e legami che arrivano da tutto il Mediterraneo».

 

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