Ardsu a Trento per ridisegnare l’housing universitario

Si chiude il vertice Andisu: tra fondi Pnrr e sfide globali, ecco la roadmap per il 2026 per portare l'Italia a colmare il divario in tema di servizi agli studenti.. Al centro del confronto lo scambio di buone pratiche tra Nord e Sud per innalzare gli standard europei.

C’è un’aria di rinnovamento a Trento, dove si è appena concluso il Comitato Esecutivo dell’Andisu (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario). Nella cornice della Residenza Mayer, i vertici dell’Associazione hanno tracciato la rotta per il 2026.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare i fondi del PNRR in qualcosa di più di semplici numeri e cantieri, portando l’Italia a colmare il divario europeo in tema di servizi agli studenti.
Il cuore dei lavori è stato un vero e proprio “laboratorio sul campo”. L’Avv. Giuseppe Giuzio, componente dell’Esecutivo nazionale e Direttore Generale dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, presente in rappresentanza della Basilicata, non si è limitato alle relazioni tecniche ma ha voluto toccare con mano l’efficienza trentina, visitando le residenze dell’Opera Universitaria. Un momento di studio delle “buone pratiche” volto a esportare i modelli che funzionano in tutto il Paese.
Giuzio ha sottolineato come questa contaminazione sia essenziale: osservare da vicino la gestione degli spazi comuni permette di individuare novità e soluzioni da adattare a realtà diverse, come quella lucana, garantendo così una crescita uniforme del sistema nazionale.
L’idea emersa dal vertice è che la residenza moderna deve diventare un ecosistema dove la sostenibilità e i servizi digitali si fondono con spazi pensati per la socialità e il benessere. È un cambio di paradigma che l’Andisu intende promuovere come standard nazionale, facendo sì che il talento di uno studente riceva lo stesso supporto tecnologico e qualitativo indipendentemente dalla latitudine in cui sceglie di formarsi.
Ma la visione dell’Associazione guarda anche oltre le Alpi. È stato infatti ratificato un fitto calendario di impegni internazionali che vedrà le delegazioni italiane presenti ai summit di Manchester, Hong Kong e Toronto. Si tratta di un passo decisivo per posizionare il nostro Diritto allo Studio all’interno dei circuiti globali degli Student Affairs, continua Giuzio, scambiando competenze e visioni con i più importanti hub della formazione mondiale. Una proiezione internazionale che cammina di pari passo con l’attenzione all’ambiente, confermata dall’adesione alla Green Food Week di aprile: un impegno concreto per promuovere stili di vita sostenibili e consapevoli all’interno dei campus.
Per garantire che questa evoluzione sia trasparente e misurabile, l’Andisu ha presentato l’aggiornamento del proprio “cruscotto” digitale. Uno strumento di monitoraggio dei dati che permetterà una gestione sempre più puntuale e basata sulle reali necessità della popolazione studentesca.
Trento, in questi giorni, conclude Giuzio, non è stata solo una sede di incontro, ma la dimostrazione che il dialogo tra eccellenze territoriali può rendere il Diritto allo Studio un vero motore di un’Italia più equa e moderna.

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