“Parlami d’amore”, un tuffo nei primi decenni del 900

Lo spettacolo, organizzato da Ateneo Musica Basilicata, nasce da  un progetto scaturito e partecipato del Maestro Mario Incudine, Proposti al pubblico successi musicali che attraverso la radio fecero la storia della canzone italiana dal 1918 al 1940.

Il primo febbraio alle 19 al Teatro Stabile di Potenza “PARLAMI D’AMORE” quando la radio cantava la vita. Lo spettacolo, proposto da Ateneo Musica Basilicata, nasce da  un progetto scaturito e partecipato del Maestro Mario Incudine, non nuovo nella ricerca di strade musicali poco battute. Tra il 1918 e il 1940, spiega, la produzione musicale italiana ebbe una straordinaria evoluzione. La nascita delle radio, che divenne il mezzo principale della propaganda fascista, contribuì anche ad ampliare il pubblico degli ascoltatori e a diffondere sensibilmente la musica all’interno delle case italiane rendendola un “affare” comune e condiviso. Testo della scrittrice Costanza DiQuattro, con Pino Strabioli alla regia, da sempre sensibile al teatro canzone, viene fuori la verve e la capacità istrionica di Mario Incudine. Fra i brani in programma, Come pioveva, Non ti scordar di me, Tanto pe’ cantà, Torna a Surriento, Voglio vivere così, Mille lire al mese, Maramao, Parlami d’amore Mariù e, ancora, altre sorprese.

Cantautore, attore, regista, musicista e autore di colonne sonore, Mario Incudine è uno dei personaggi più rappresentativi della nuova world music italiana. Collabora con Moni Ovadia, Peppe Servillo, Eugenio Bennato, Ambrogio Sparagna, Lucilla Galeazzi, Nino Frassica, Mario Venuti, Tosca, Antonella Ruggiero e Kaballà.

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