A Grassano la cultura diventa uno strumento concreto per riaccendere la vita dei luoghi e contrastare lo spopolamento. È qui che, due anni fa, Mariagrazia Decuzzi, classe 1996 e progettista culturale esperta in rigenerazione territoriale e coinvolgimento comunitario nelle aree interne, ha dato vita alla pinacoteca dedicata a Carlo Levi – con l’associazione “Crassanum” – valorizzando i luoghi legati allo scrittore durante il suo confino nel 1935.
Il paese, protagonista del celebre romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”, oggi ritrova nuova vitalità attraverso la pinacoteca dedicata allo scrittore, diventata un punto di riferimento culturale e sociale per la comunità e capace di trasformare il patrimonio storico in strumento di coesione e crescita locale. “Due anni fa – racconta Decuzzi all’ANSA – inauguravamo questo spazio, un piccolo gesto che ci lega al territorio e ai suoi luoghi in modo consapevole e generativo. Prima del gennaio 2024, quello che oggi è il museo era solo uno spazio, che abbiamo risignificato, attribuendogli un senso profondo per la comunità”.
Al cuore del progetto c’è la storica Locanda Prisco, dove Levi fu confinato e che costituisce il nucleo del museo. “La storica Locanda Prisco, in cui Levi fu confinato, è diventata il cuore del nostro museo – aggiunge -. Da questi paesaggi, Levi trasse non solo spunti per il romanzo, ma anche soggetti per le sue opere artistiche, immortalando i volti e i paesaggi di questa terra”.
Oggi il museo è molto più di uno spazio espositivo: è un laboratorio culturale e didattico che promuove attività concrete e nuove connessioni sul territorio. “Con il museo – specifica Decuzzi – abbiamo introdotto nuove progettualità, avviato partenariati in importanti progetti, offerto circa 100 ore di didattica museale alle scuole del territorio, accolto oltre seicento visitatori e realizzato co-produzioni innovative come quella ‘Levi e AI’. Abbiamo anche ospitato personalità di spicco come Massimo Cacciari, che ha partecipato alla prima visita ufficiale. Un momento di orgoglio per noi. Abbiamo esportato buone pratiche, stimolando una nuova vitalità e connessioni per il nostro territorio”.
L’obiettivo, dunque, è consolidare e ampliare il progetto, rendendo il museo un modello replicabile in altre realtà lucane e non solo. “Questo percorso ha definitivamente trasformato un luogo – conclude Decuzzi – che prima non esisteva in un punto di riferimento culturale e sociale, generando un impatto positivo per la comunità”.