Gli interventi di Napoli, Giuzio, Bochicchio, Pace, Polese e Galante
L’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale è stata seguita da un breve dibattito, aperto dall’intervento del neo presidente Santarsiero (vedi notizia dal titolo <strong>Santarsiero: “Rafforzare legame fra istituzioni e cittadini”</strong> pubblicata su basilicatanet il 09/04/2018 alle 21,53) e del presidente uscente Mollica (vedi notizia dal titolo <strong>Mollica: “Ricucire lo strappo fra politica e società”</strong> pubblicata su basilicatanet il 09/04/2018 alle 22,23).<br /><br />“Avrei voluto un epilogo diverso”, ha detto il consigliere <strong>Michele Napoli</strong>. evidenziando la necessità “di riflettere sull'esito del voto del 4 marzo che anche in Basilicata ha visto abbattersi come un tornado qualcosa che era inimmaginabile, almeno nella sua entità”. In questo senso affidare la presidenza alle minoranze era “una sfida che meritava coraggio, meritava l'audacia di un cambiamento tale da indicare un diverso percorso nel confronto politico”. Per Napoli la politica dovrebbe dare “un segnale di responsabilità, finalizzato a costruire un futuro migliore per la nostra Basilicata e però c'era bisogno di coraggio, di onestà intellettuale, perché la politica mio avviso ha bisogno di fare e di decidere i momenti così difficili che vive il nostro territorio e aveva la necessità di farlo con lo sguardo rivolto al futuro”.<br /><br />Il capogruppo del Pd <strong>Vito Giuzio</strong> ha esordito invece ringraziando “tutte le opposizioni perché, al di là dell'esito, hanno responsabilmente preso in considerazione l'ipotesi di poter rispondere positivamente a un appello che abbiamo inteso rivolgere come Pd e come maggioranza per un'assunzione di responsabilità istituzionale a seguito della percezione che i cittadini hanno di noi e delle nostre istituzioni. E’ dovere di questo Consiglio cercare di rispondere a un sentimento non propriamente favorevole nelle istituzioni”. Giuzio si è poi rivolto alla maggioranza, evidenziando che “che, al di là delle sofferenze oggettive, ha avuto la responsabilità politica di condividere, per quanto possibile, questa necessità, questa responsabilità, chiesta alle istituzioni. Credo che il segnale che questo Consiglio ha inteso dare ai cittadini, non sia una cosa banale e che credo potrà significare anche una responsabilità istituzionale diversa per il futuro”.<br /><br />Auguri di buon lavoro al neo presidente Santarsiero ed un ringraziamento per il lavoro svolto al presidente uscente Mollica sono stati rivolti dal consigliere <strong>Antonio Bochicchio</strong> (Psi).<br /><br />“Non sempre siete stati in grado di dare buoni esempi esterni rispetto al tema etico – ha esordito il consigliere <strong>Aurelio Pace</strong> rivolto alla maggioranza – , non l'avete fatto nemmeno in questa vicenda. E nulla ha a che vedere il giudizio personale. Io auguro al presidente Santarsiero buon lavoro come ho fatto con ognuno dei membri di questa Giunta e spero che il presidente Santarsiero accolga, da chi è più giovane di lui, l’appello ad essere il presidente di tutti e non di personalismi di cui lui stesso si è reso protagonista in questa vicenda politica. Forse serve più maturità e più capacità istituzionale in ognuno di noi”. L’esponente del Gruppo misto ha aggiunto che “l'etica della politica ha imposto ai partiti, non per il gusto del potere, ma per la capacità di incontrarsi, di poter lavorare ad un allargamento della maggioranza, alla quale ho partecipato anch'io, che prevedeva una postazione istituzionale ai popolari, cioè ai centristi. Non siamo poltronisti, da un anno e mezzo in prorogatio avete avuto la responsabilità di ognuno di noi e la mia, in particolare, perché credo al progetto di questa Regione prima del percorso personale, sempre e comunque. Non ci si autodefinisce galantuomini, noi aspettiamo che questa maggioranza risponda alle questioni vere che la Basilicata ha in campo. Avevamo accordi scritti, potevamo farli valere, avremmo potuto dichiarare che quegli accordi erano la base per poter rivendicare postazioni, non è il nostro stile e non è la nostra necessità di questo tempo”. “Se il tempo ci dirà che la vostra operazione di oggi è un'operazione di forte debolezza interna al partito, ma che serve per stabilizzare la coalizione – ha aggiunto ancora Pace – la discuteremo, se vedremo all’esterno ancora forti pressioni per poter anteporre le esigenze istituzionali alle esigenze di partito, cioè se il Pd viene prima della Basilicata, ci troverete fortemente contraddittori sui temi e sul merito delle questioni”.<br /><br />“Non è irrilevante il consenso con cui Vito Santarsiero è stato eletto oggi presidente del Consiglio regionale – ha detto il consigliere del Pd <strong>Mario Polese</strong> -, testimonia una stima che va anche al di là di quello che è stato il voto unanime del gruppo consiliare del Partito democratico, è un segno chiaro di grande pacificazione, di grande unità, di afflato verso la missione che ci aspetta ed è una speranza che, da questa elezione, emerga quello spirito che ci accompagni, non solo oggi, ma nelle settimane e nei mesi a venire, in un incedere nuovo”. “Chi oggi sale sull’Aventino – ha aggiunto Polese – non rende giustizia a quello spirito culturale e progressista che deve caratterizzare una coalizione ampia e aperta, come quella che noi rappresentiamo, e come noi miriamo a costruire nell’immediato futuro. Credo che il tratto inclusivo del presidente Pittella sia stato elemento distintivo e oggettivo, che nessuno può disconoscere. Sbaglia, oggi, chi prova a tirarlo per la giacca a chiedergli misure eccessive rispetto a quelle che sono le sue prerogative, le sue funzioni, alla luce del fatto che rispetto al passato c'è un partito e una maggioranza che noi vogliamo continuare a tenere coesa non dimenticando il reciproco contributo essenziale che le forze centriste hanno dato ad essa in questi due anni. Sapremo cogliere le legittime aspettative di tutte le forze centriste e rilanciarle in un progetto culturale di società aperta cui tutte le forze progressiste non possono sottrarsi”.<br /><br />“Quando per ragioni di sintesi – ha detto il consigliere di Realtà Italia <strong>Paolo Galante</strong> – ci dimentichiamo del fatto che etica e politica è un binomio che non può essere scisso facciamo dei passi indietro. E quando il contributo dato dai popolari viene in qualche misura mortificato, quando questo contributo viene messo da parte, è chiaro che il risentimento politico, non quello personale, è, come dire, non avere accettato la possibilità di un ragionamento coinvolgente, di un ragionamento che sappia dire ad un centrosinistra: ‘Ci sono sensibilità e, dunque, c'è ricchezza di diversità di vedute’”. “Io probabilmente – ha aggiunto – appartengo a una politica che ancora idealmente si ispira a quelle grandi declinazioni che vanno dal liberalismo al socialismo, al popolarismo. Credo ancora che la politica debba fondarsi su quei valori che noi ogni giorno cerchiamo di trasferire nelle nostre famiglie. Bene, io vorrei provare a ispirare ancora la mia azione politica fin quando mi sarà concesso, esattamente a quei valori, quei valori che per me sono irrinunciabili. Oggi ho visto qualcosa di diverso, ho visto come la politica possa certe volte guardare ad una concretezza più che a un'idea. E non sempre rinunciare un'idea, rinunciare ad un comportamento è meglio che perseguire una concretezza”.<br /><br />Il dibattito è stato concluso da un intervento del presidente della Regione <strong>Marcello Pittella</strong> (vedi notizia dal titolo “<strong>Rinnovo Ufficio Presidenza, l’intervento di Pittella</strong>” pubblicata su basilicatanet il 09/04/2018 alle 23,30).