Il consigliere regionale ritiene che ”a poco più di un anno dall’arrivo di Nastasi a Matera è il caso, quanto meno, di una verifica del suo operato per conoscere cosa ha fatto e come ha svolto le funzioni assegnate da Renzi"
“Dopo le dimissioni di Salvatore Nastasi da commissario per la bonifica di Bagnoli, per evidenti divergenze con il Governo Lega-M5s, è assai singolare che lo stesso continui ad esercitare funzioni di coordinatore per gli interventi di Matera 2019, sempre su nomina del Governo Renzi (come per Bagnoli) senza che nessuno nel Governo Conte sollevi la questione quanto meno in nome dello spoils system, la pratica politica secondo cui gli alti dirigenti della Pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del Governo”.<br /><br />E’ quanto afferma il consigliere regionale, Paolo Castelluccio, per il quale “a poco più di un anno dall’arrivo di Nastasi a Matera è il caso, quanto meno, di una verifica del suo operato per conoscere cosa ha fatto e come ha svolto le funzioni assegnate da Renzi. A meno che – aggiunge – il manager di Stato non goda del sostegno di Lega e M5s sempre pronti a criticare l’operato della Fondazione e del Comune ma, sinora, senza esprimere una sola parola sul lavoro di Nastasi”. <br /><br />“Eppure – dice Castelluccio – la nomina del coordinatore-commissario era stata presentata come elemento per facilitare e, quindi, snellire la burocrazia ed invece, i ritardi sono addebitati dai dirigenti della Fondazione proprio alla malaburocrazia. Risulta una ‘profezia’ il parere espresso dalla Giuria europea per il monitoraggio e controllo di Matera 2019, nel resoconto di ottobre 2016, con la ‘profonda preoccupazione per la mancanza di chiarezza nel processo decisionale’. I due pomi della discordia – continua Castelluccio – la struttura farraginosa della governance e le infrastrutture, sono rimasti, due anni dopo, identici nella loro problematicità con il risultato che, invece di coordinare gli interventi, abbiamo assistito al più totale scoordinamento. Altro che introdurre – conclude – la figura del facilitatore”.<br />