Petrolio, Leggieri: depositate quattro interrogazioni

Il consigliere regionale del M5s ha presentato quattro interrogazioni in merito alla questione petrolio: Problema Pertusillo, mancata trasparenza, fasce protette, Piano di sorveglianza sanitario, monitoraggio alimentare, Costa Molina 2 e Tecnoparco

&ldquo;Ci&ograve; che sta succedendo in Val d&rsquo;Agri testimonia la capitolazione del sistema politico lucano, dove nel tempo sono cambiati i simboli ma non le facce&rdquo;. E&rsquo; quanto sostiene il capogruppo regionale del M5s, Gianni Leggieri, che riferisce &ldquo;di aver depositato, nei giorni scorsi, quattro interrogazioni che cercano di fare luce sulle tante ombre che caratterizzano la gestione del petrolio in Basilicata. In primis la trasparenza, a partire dalle sostanze chimiche usate dalle compagnie petrolifere per la perforazione dal 2002 ad oggi. Cos&igrave; come non &egrave; possibile non avere esatta contezza su quanti sono i cittadini lucani assunti nella filiera petrolifera e con quale tipologia di contratto. Una trasparenza che va pretesa anche per ci&ograve; che riguarda il mancato coinvolgimento della cittadinanza sul tema estrazioni, attivando ad esempio un tavolo della trasparenza cos&igrave; come &egrave; stato fatto per il nucleare&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il cittadino, inoltre &ndash; continua Leggieri – deve essere messo in grado di verificare i dati che provengono dal Cnr, dall&rsquo;Ispra, dall&rsquo;Ingv, dall&rsquo;Ogs e da tutti gli altri enti di ricerca, comprese le Asl che ultimamente sono intervenute nelle analisi delle acque del Pertusillo, in modo che si formi in lui quella cognizione necessaria a formare uno spirito critico sulla gestione e sulle conseguenze che hanno portato anni di estrazioni in Basilicata.&nbsp; Occorrerebbe convogliare tutti questi dati in un unico data base o albo on line e lo stesso si potrebbe realizzare per quanto riguarda le predette sostanze chimiche utilizzate per la perforazione&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Nelle interrogazioni &ndash; puntualizza Leggieri – vengono richiesti anche i motivi per i quali l&rsquo;Arpab non ha mai stabilito un piano di monitoraggio radiologico costante per le aree di Costa Molina 2 e Tecnoparco, nonostante all&rsquo;estero le acque di strato e relativi centri di trattamento abbiano disciplinari appositi per il monitoraggio della radioattivit&agrave; naturale. E ancora, si chiede di capire il perch&eacute; le aziende sanitarie locali non hanno mai ufficialmente richiesto un piano di monitoraggio alimentare specifico degli inquinanti antropici nelle aree petrolizzate&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Infine, nelle interrogazioni &ndash; aggiunge il consigliere – si chiede all&rsquo;attuale Governo i motivi per i quali non sono state mai stabilite delle fasce territoriali di rispetto nei confronti delle aree estrattive e relative discariche al fine di preservare agricoltura e zootecnia. Su quest&rsquo;ultimo punto, aspettiamo da anni ormai la calendarizzazione di una mozione che impegna la Giunta a stabilire attraverso un censimento, il numero delle aziende agricole lucane costrette a chiudere a causa delle attivit&agrave; di ricerca e di estrazione di idrocarburi. Se siamo in piena emergenza ambientale ed economica &ndash; conclude Leggieri – &egrave; grazie all&rsquo;inefficienza della politica regionale caratterizzata da un approccio in continua emergenza, dove di strutturale c&rsquo;&egrave; ben poco e in continua sottomissione verso i signori del petrolio anzich&eacute; verso il proprio popolo. Il popolo aspetta risposte precise&rdquo;.<br />

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