"La recente cronaca politica regionale ha visto consumarsi i vari passaggi istituzionali per la designazione di una nuova consigliera regionale di parità effettiva e supplente. Augurando loro, in caso di nomina ministeriale, un proficuo lavoro, sono stata sollecitata ad intervenire con questa nota nel dibattitto che ne è seguito esprimendo una certa amarezza da donna da sempre impegnata per il riscatto della condizione femminile in terra lucana e preoccupata per il futuro della stessa".
Lo dichiara, in un comunicato, la presidente dello Zonta Club di Matera, Lucia Pangaro. "Un’amarezza – spiega – che muove dal prendere atto che, nel bene o nel male, uno dei pochissimi posti riservati alle donne viene riconosciuto invece ad uomo in una regione che si è guadagnata una citazione negativa in una premessa legislativa sui nuovi indirizzi elettorali per il riequilibrio della rappresentanza di genere nei Consigli Regionali e che è stata definita dalla Presidente della Camera dei Deputati l’unica nella quale “la voce ed il pensiero delle donne non c’è”.
Siamo, insomma, balzati in primo piano – aggiunge Lucia Pangaro – sui principali mass media come simbolo di arretratezza in tema di rappresentanza di genere nelle istituzioni locali e possiamo permetterci il lusso di cedere un posto che, ovunque, è prettamente femminile ad un rappresentante del sesso opposto. Il prestigioso club internazionale che presiedo non può rimanere indifferente di fronte ad una non inversione di tendenza della politica che, per di più, non si preoccupa minimamente di inaugurare una stagione che premia il merito ed i diritti bensì continua a rimanere nel solco di quel sistema maschilista che ha neutralizzato tutto il mondo femminile in Basilicata. Organismi di genere in primis. E’ come se con un orecchio si volesse ascoltare la società ed il resto del mondo che chiede giustizia di genere, ma dall’altro non si perdesse mai l’occasione per ribadire la gravità della situazione sminuendo nel contempo le questioni. Le donne in questa regione non si sono mai prese la parola, continuano a passarla e, visti i risultati in termini di rappresentanza istituzionale, è legittimo il dubbio che anche chi era deputata a farlo non abbia fatto il suo dovere fino in fondo".
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