Consorzi Bonifica, Castelluccio: risanamento indispensabile

Per il consigliere di Forza Italia: “Si moltiplicano le aspettative del mondo agricolo”

&ldquo;Le aspettative di produttori ed agricoltori sono sempre le stesse, a partire dal risanamento finanziario degli ex Consorzi di Bonifica, elemento essenziale per predisporre un piano di rilancio operativo, per finire al superamento della pluralit&agrave; di &lsquo;attori&rsquo; del ciclo dell&rsquo;acqua: Eipli e Acqua spa (soggetti pubblici proprietari della risorsa idrica), Aato e Conferenza interistituzionale idrica (soggetti incaricati della funzione gestionale istituzionale idrica), Acquedotto Lucano ma anche Consorzi Asi e Consorzi di bonifica (soggetti che si occupano della cosiddetta funzione industriale)&rdquo;. A sostenerlo &egrave; il consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Castelluccio, che&nbsp; commenta il provvedimento della Giunta a firma dell&#39;assessore Braia che destina circa 10 milioni di euro ai tre ex Consorzi, aggiungendo che: &ldquo;Vecchie e nuove aspettative adesso si moltiplicano&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Nel settore agricolo &ndash;&nbsp;prosegue Castelluccio – si sconta una situazione decisamente allarmante: come ha pubblicamente riconosciuto l&#39;assessore Braia, condotte gestite dal CdB Bradano-Metaponto in amianto che &lsquo;scoppiano&rsquo;, 80 punti di sollevamento che hanno un costo di energia altissimo, 5 idrovore, 1500 km di cunette da manutentare e bollette di acqua per l&rsquo;irrigazione sempre pi&ugrave; &lsquo;salate&rsquo;. E poi c&rsquo;&egrave; lo spreco delle acque reflue che secondo un vecchio progetto dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari dovevano essere convogliate verso l&rsquo;Ilva di Taranto come lo spreco dell&rsquo;acqua che potrebbe essere utilizzata per l&rsquo;energia. Il Gruppo di Forza Italia ha da tempo indicato le cifre del sistema idrico lucano che &lsquo;fa acqua da tutte le parti&rsquo;, tra cui la dispersione dell&rsquo;acqua &egrave; pari al 58% contro una media nazionale del 37 per cento; l&rsquo;incremento del costo delle bollette tra il 2007 e il 2014 si attesta al 35,7 per cento e tra il 2013 e il 2014 al 3,1 per cento; gli investimenti realizzati rispetto a quelli pianificati (per effetto della Legge Galli) sono soltanto del 26 per cento a fronte di una media nazionale del 54 per cento; la capacit&agrave; di spesa della Basilicata al 31 dicembre 2014 &egrave; del 6,5 per cento su un totale di 831,5 milioni di euro destinati alla nostra regione; l&rsquo;ammontare debitoria di Acquedotto Lucano &egrave; di 20 milioni di euro&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non si pu&ograve; continuare a scaricare sugli agricoltori &ndash; sostiene Castelluccio – il fallimento della politica regionale per l&rsquo;acqua e dopo il nuovo finanziamento &egrave; necessario che il commissario unico Musacchio presenti propositi ed obiettivi del cosiddetto Piano di riorganizzazione, per ora avviato con il personale, e sui quali, come si ricorder&agrave;, nei mesi scorsi i sindacati hanno avanzato perplessit&agrave;, determinando uno stop. Se il metodo nuovo che si intende introdurre, mettendo fine ai finanziamenti esclusivamente finalizzati al ripiano deficit degli anni passati che hanno sprecato consistenti investimenti, punter&agrave; alla programmazione di progetti di adeguamento ed ammodernamento del sistema idrico specie nelle aree che ne hanno maggiore bisogno &ndash; conclude Castelluccio &ndash; sar&agrave; possibile mettere la risorsa idrica al servizio degli agricoltori quale risorsa essenziale per la competitivit&agrave;&rdquo;.<br /><br /><br /><br />

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