Da una pare l'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni ha annunciato di aver sostanzialmente dato via libera alla richiesta di Poste Italiane di effettuare le consegne della posta a giorni alterni, misura che riguarderà un quarto della popolazione della provincia di Potenza, dall’altra si registra una frenata di Poste italiane sulla chiusura degli uffici dei piccoli Comuni dove comunque scattano nuovi orari di apertura degli sportelli: l’estate appena iniziata si preannuncia “calda” sul fronte dei disagi degli utenti. Lo afferma l’avv. Luisa Rubino responsabile dello sportello del capoluogo della Lega Consumatori rinnovando l’attenzione dell’Associazione in quanto ben 37 tra centri minori e contrade rurali della provincia di Potenza sono tra i più colpiti dalla chiusura indiscriminata degli uffici, prevista dal piano di razionalizzazione delle Poste, "per chiusura totale" o "per chiusura pomeridiana”, per un totale di 2.360 ore di riduzione complessiva del servizio. Pur nella consapevolezza della necessità di riorganizzare il servizio non bisogna dimenticare l’elevata percentuale di popolazione, anche anziana, che vive in molte aree della nostra regione dove è concreta la difficoltà di spostamenti e la ancora scarsa o inesistente copertura dei sistemi telematici. Per questo motivo – aggiunge l’avv. Rubino – ci associamo alla sollecitazione dell’Anci chiedendo che ci sia una gradualità e una precisa valutazione dei criteri di applicazione del piano di razionalizzazione. Restano comunque aperte le sedi di concertazione locale per tenere alta l’attenzione sui territori che, continueremo a presidiare e siamo certi che si possa arrivare a soluzioni migliori e maggiormente condivise per il prossimo futuro, anche grazie alle proposte ed alle soluzioni alternative avanzate da numerosi amministratori locali.
Quanto alla frenata di Poste italiane sulla chiusura degli uffici dei piccoli Comuni, sarebbero almeno un centinaio gli interventi, inizialmente previsti, che saranno rivisti. Il cambio di rotta – seppur minimo visto che il piano prevede la chiusura di 455 uffici e la “razionalizzazione” di altri 609 – è stato comunicato – riferisce la nota di Lega Consumatori – direttamente dall’amministratore delegato Francesco Caio, durante l’incontro sulla riorganizzazione del servizio a cui hanno partecipato l’Anci , il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli. Allo stato non si conosce se nell’elenco di uffici salvati figura qualcuno della nostra provincia.
Sul piano tariffario, invece, contestiamo la decisione dell'autorità per la garanzia nelle comunicazioni che dal prossimo primo ottobre il costo del servizio per la posta ordinaria formato standard sarà di 0,95 euro a invio. Partirà invece dal primo ottobre 2016 un nuovo servizio di posta prioritaria che secondo la stessa Autorità dovrebbe essere "a prezzi ragionevoli", ma a noi – dice Rubino – sembra un premio immeritato per Poste Italiane che aumenta le tariffe e riduce i servizi, tanto più che il fatturato è in crescita verso i 30 miliardi di euro.
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