“Gli episodi di branchi di cinghiali davanti alle aziende agricole, specie nell’area del Parco Gallipoli Cognato, nella Collina Materana e nell’area Sud della provincia di Potenza, con continue minacce per l’incolumità di agricoltori e famiglie sono stati denunciati negli ultimi anni dalla Cia insieme alla proposta di una serie di iniziative per intraprendere un percorso efficace di risoluzione della problematica”. E’ quanto afferma in un comunicato la Cia della Basilicata ricordando che “ai cinghiali, di recente, si è aggiunto il pericolo decisamente maggiore dei lupi che a fine maggio dello scorso anno hanno raggiunto alcune case alla periferia di Pietrapertosa. E non si è trattato dell’unico caso. E’ sceso in campo direttamente il presidente nazionale Dino Scanavino per denunciare una situazione ormai insostenibile e rivendicare l’impegno da parte del Parlamento e del Governo per adottare, ciascuno nell'ambito delle competenze di merito, «provvedimenti legislativi e attuativi che consentano la limitazione/gestione delle specie, in relazione alla capacità del territorio di sostenere la loro adeguata presenza nella logica della coesistenza sostenibile»”. Accanto a ciò, alla Regione e agli enti locali, la Cia chiede “interventi adeguati di abbattimento selettivo rivolti all'effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l'equilibrio naturale e produttivo”. Ancora, l'adozione di “un piano straordinario di interventi per riportare la presenza e la densità degli ungulati in equilibrio con il territorio. Quindi attivare interventi di contenimento e di prelievo della fauna selvatica, in particolare ungulati, nei parchi e nelle aree protette; e garantire il rispetto del principio del risarcimento totale dei danni diretti ed indiretti causati da fauna selvatica ed ungulati. Infine, ma non meno importante, la richiesta di un ristorno di fondi che sia realmente commisurato alle perdite causate alle imprese agricole per effetto dei danni da fauna selvatica”. “Da anni -sottolinea la Cia- sosteniamo che sia necessario scindere la questione dei danni da fauna selvatica e inselvatichita dell’attività venatoria e quindi dalla riforma della L.157/92. E´ dunque importante la presentazione di una proposta legislativa ad hoc che comprenda la riforma del sistema di risarcimento dei danni, le attività preventive di conservazione dell´ambiente e le azioni ordinarie e straordinarie tese al contenimento delle specie dannose”. “E´ importante -continua la Cia della Basilicata – che si superi la disomogeneità attuale, si semplifichino le procedure e si introducano criteri oggettivi per la stima dei danni, si istituisca un Fondo per risarcire le imprese agricole utilizzando anche parte dei proventi delle tasse di concessione governativa”. Di qui la proposta di un tavolo in Regione con la presenza dei funzionari dei tre Dipartimenti, delle Province, degli Atc, degli Enti Parco, delle associazioni agricole e dei cacciatori. “Con una Legge nazionale basata sul principio, ormai anacronistico, della conservazione e dell’incremento delle specie – sostiene la Cia – ogni tentativo di riportare sotto controllo la situazione, si scontra con questo principio, con i ricorsi alla magistratura, con un contenzioso infinito. Un cambiamento della Legge 157/92 non può più essere rinviato. Il problema è soprattutto dell’agricoltura, che rischia il tracollo. Occorre garantire agli agricoltori le risorse per la prevenzione e per il pieno risarcimento dei danni e attendiamo delle risposte dalla Regione: bisogna urgentemente individuare misure efficaci di ristoro, per applicare concretamente i principi di piena tutela del reddito degli agricoltori affermati dal Piano faunistico regionale. In merito alle attività preventive di conservazione dell´ambiente, molto importante anche l´impegno agricolo nelle politiche di sviluppo rurale e il fatto che i pagamenti diretti della Pac sono subordinati al rispetto dei criteri di eco-condizionalita”. Infine, laddove sia necessario “le autorizzazioni dei piani di abbattimento – conclude la Cia lucana – vanno decise anche in collaborazione con i proprietari e conduttori di fondi”.
BAS 05