Radioterapia oncologica, mozione di Mollica

Il consigliere dell’Udc: “Per ridurre la migrazione sanitaria passiva dei pazienti oncologici e incrementare quella attiva dalle regioni limitrofe è necessario migliorare l’accessibilità ai servizi radioterapici con la riduzione dei tempi di attesa”

&ldquo;Da qualche mese &egrave; stata istituita la rete interaziendale di radioterapia oncologica con l&rsquo;adozione formale del &lsquo;Dipartimento Funzionale Interaziendale per la diagnostica ed il trattamento Radioterapico&rsquo;, il cui centro di riferimento &egrave; l&rsquo; Irccs – Crob di Rionero in Vulture, con l&rsquo;attivazione di centri satelliti (Spoke) presso specifici siti delle Aziende del Servizio sanitario regionale&nbsp;per permettere ai pazienti di proseguire le terapie radianti in prossimit&agrave; del loro domicilio, evitando i disagi dovuti ai trasporti ed alle attese in un territorio dall&rsquo;orografia complessa. Per svolgere appieno&nbsp; la lodevole &lsquo;mission&rsquo; affidata alla struttura &egrave; necessario che la stessa punti prioritariamente alla sostituzione delle tecnologie obsolete e&nbsp; all&rsquo;ammodernamento dei punti nascita con&nbsp; dispositivi tecnologici di ultima generazione&rdquo;. E&rsquo; quanto dichiara il consigliere regionale dell&rsquo;Udc, Francesco Mollica, che ha presentato, nel Consiglio regionale di oggi, una specifica mozione sull&rsquo;argomento.<br /><br />&ldquo;Ritengo &ndash; continua Mollica &ndash; che per ridurre la migrazione sanitaria passiva, soprattutto in un campo cos&igrave; delicato quale quello dei pazienti oncologici e, anzi, incrementare quella attiva dalle regioni limitrofe, sia necessario migliorare l&rsquo;accessibilit&agrave; ai servizi radioterapici con riduzione dei tempi di attesa ma, nel contempo, essere in grado di&nbsp; offrire&nbsp; l&rsquo;erogazione di trattamenti di tipo super specialistico di ultima generazione in un settore&nbsp; dove la radioterapia, insieme alla chirurgia e alla chemioterapia, rappresenta uno dei trattamenti pi&ugrave; diffusi utilizzati per la cura dei pazienti affetti da tumore&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; noto a tutti &ndash; prosegue Mollica &ndash; che l&rsquo;efficacia di un trattamento radiante risulta dalla capacit&agrave; di somministrare&nbsp; dosi adeguate di radiazione al &lsquo;target&rsquo; neoplastico, riducendo al minimo l&rsquo;irradiazione ai tessuti sani adiacenti. In questo ambito la radiochirurgia stereotassica rappresenta il pi&ugrave; rilevante progresso tecnologico terapeutico presente nella moderna radioterapia. Considerando &ndash; aggiunge il consigliere – che tra i dispositivi attualmente in uso in radiochirurgia il Cyberknife rappresenta una rivoluzione per la cura dei pazienti affetti da tumore, perch&eacute;&nbsp; trattasi di un apparecchio sofisticato costituito da un acceleratore lineare miniaturizzato montato su un braccio mobile robotizzato in grado,&nbsp; durante l&rsquo;intervento radiochirurgico, di localizzare con estrema precisione la sede del tumore (orientando il fascio di radiazioni del bisturi Cybernetico sul letto operatorio neoplastico ), riducendo in maniera significativa l&rsquo;irradiazione dei tessuti sani adiacenti al tumore con una minore tossicit&agrave; ed una migliore qualit&agrave; della vita del paziente, viene spontaneo invitare il Governo regionale ad acquistare tale strumentazione per valorizzare la struttura radioterapica dell&rsquo; Irccs &ndash; Crob&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non &egrave; un problema economico &ndash; sottolinea Mollica – perch&eacute; la legge regionale n. 5 del 2015 all&rsquo;articolo 8 gi&agrave; prevede specifici finanziamenti per potenziare la rete regionale diagnostico-terapeutica oncologica e per il potenziamento della rete di radioterapia del Ssr per Asp e Asm, diversamente si potrebbe intervenire nella prossima legge di Stabilit&agrave; regionale. Pertanto – conclude – il presidente Pittella e la Giunta regionale devono valutare, senza indugio, l&rsquo;opportunit&agrave; di acquistare il dispositivo in questione, se credono veramente nella&nbsp; mission della nuova&nbsp; struttura, considerando tale spesa come un investimento e non come un onere e concedere ai tanti utenti, lucani e non, di tornare a sperare in una vita &lsquo;normale&rsquo;&rdquo;.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />

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