Per il consigliere “Il bilancio regionale 2013 non è altro che un blocco sistematico delle attività tra i tecnicismi legati al periodo preelettorale e quelli legati al mancato dinamismo pittelliano, che in concreto ha prodotto solo tante chiacchiere”
“Non posso non evidenziare – ha detto Rosa – la correlazione tra lo stallo in cui si trova ad operare il Pd locale a causa di conflitti interni e l’immobilismo economico e finanziario in cui versa la Regione. All’inizio del 2013 vi è stata l’interruzione anticipata della IX legislatura, legata alla scelta di De Filippo di presentare le dimissioni sull’onda dello scandalo rimborsopoli. Scandalo che, come lo stesso ex governatore ha ammesso, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso oramai colmo dei dissidi tutti interni al Pd lucano. L’anno è, poi, proseguito con i dissidi per la presidenza della Regione tra i due blocchi: i Pittella’s da un lato e i sostenitori di Lacorazza, dall’altro; con i malumori di buona parte dell’establishment per le scelte presidenziali di una giunta composta di esterni, sino ad arrivare allo attuale scontro per la scelta del segretario regionale. Sono tutti fatti che, nostro malgrado, hanno bloccato la crescita della Basilicata e continuano a farlo. In una situazione politica come la nostra – ha continuato Rosa – in cui il Pd governa tanti Comuni lucani e, soprattutto, ha il controllo sull’Ente Regione da oltre vent’anni, è inesorabile che la storia del centrosinistra influenzi, purtroppo nel peggiore dei modi, l’andamento dell’intera Basilicata”.<br /><br />“Il bilancio regionale del 2013 non è altro che la fotografia di tutto ciò: un blocco sistematico delle attività, tra i tecnicismi legati al periodo preelettorale e quelli legati al mancato dinamismo pittelliano, che in concreto ha prodotto solo tante chiacchiere. Prima di affrontare alcune singole questioni – ha aggiunto il consigliere – alcune considerazioni di carattere generale la cui conclusione è, purtroppo, sempre la stessa: sul rendiconto generale l’era Pittella non ha cambiato l’approccio rispetto al passato. La trasparenza e l’efficienza della rendicontazione è ancora al di là da venire. Il Consuntivo è il documento fondamentale attraverso il quale si procede alla verifica dello stato di attuazione delle politiche regionali. Limitandoci a leggere i documenti consegnateci diventa difficile per chiunque comprendere che fine hanno fatto i 1.758,86 milioni di euro di spesa impegnati nel corso del 2013, facenti parte di un tesoretto più ampio pari ad oltre 3 miliardi di euro, cifra che rappresenta il monte totale degli stanziamenti definitivi della spesa dell’anno 2013. Chiunque, nella difficoltà di lettura di un documento puramente tecnico, si accorgerebbe, in quanto è palese, la discrasia esistente tra la spesa corrente e quella per investimenti. Infatti abbiamo una spesa corrente che corre: l’88% di quella assestata risulta impegnata, in termini economici 1.403.201.537 euro. Di contro, la spesa per investimenti è impegnata solo per il 22,89%, ovvero solo 316.492.063 euro rispetto al valore complessivo previsto di € 1.382.602.130 euro. Quindi, in sintesi, si potrebbe dire: nel 2013 si è speso tanto in attività ‘ordinarie e giornaliere’ senza alcuna prospettiva, dimenticando di guardare avanti con lungimiranza. Declinando questo indice rispetto alla tipologia di spesa, corrente o per investimenti, possiamo asserire che sulle nostre uscite pesano le decisioni politiche che propendono verso la spesa improduttiva. Questa considerazione trova conferma anche nella qualità del risultato di amministrazione che registra un disavanzo di risorse a libera destinazione di 60ml di euro e un avanzo di 707 ml euro imputabile appunto a ‘somme con vincolo di destinazione accertate ed incassate durante l’anno e non impegnate sui corrispondenti capitoli di uscita’. Quindi oltre 700 milioni di investimenti mancati”.<br /><br />“Dalla documentazione prodotta che contiene solo cifre, tabelle, numeri, termini tecnici, linguaggio contabile diventa difficile fare un’analisi più approfondita. Si rischia l’assoluta incapacità di trasmettere ai cittadini la risposta ad una loro costante domanda: ma in Regione cosa si fa con i soldi pubblici? Quali sono i risultati raggiunti? Perché manca il lavoro? Perché i nostri figli sono costretti ad emigrare? Perché mi devo fare raccomandare per ottenere una visita specialistica in tempi 'europei', com'è in voga dire oggi? Non trovo nessuna considerazione di ordine politico. Nessuna informazione riguardo alle politiche pubbliche lucane. L’unica considerazione evidente è la lamentela sulle ristrettezze imposte dal Patto di stabilità come se la questione fosse la madre di tutti i mali della nostra terra. In merito anche la Corte dei Conti ha criticato l’atteggiamento assunto dalla Giunta con la delibera 707 del 18 giugno 2013 con la quale con la ‘scusa’ del Patto di stabilità si disponeva il blocco, la limitazione e il rinvio del pagamento dei debiti scaduti. La Corte, continuando nei suoi ragionamenti, ha ricordato a tutti noi e in particolare alla Giunta, che ‘la corretta modalità di rispetto del Patto si ottiene attraverso la effettiva compressione della spesa’. Penso, sempre in merito alla spesa/debito, sia utile ricordare all’Assemblea che esistono due posizioni che incideranno sulla cassa del nostro Ente: l‘operazione finanziaria in derivati che al 31/12/2013 registra un saldo negativo di oltre 26 milioni di euro e i disavanzi mai coperti delle Asl per il periodo 2001/2011 di oltre 55 milioni di euro. In sintesi debiti da pagare non previsti in bilancio”. <br /><br />“Tornando alla questione trasparenza e completezza degli atti – ha proseguito Rosa – si è provato, a più riprese, in Commissione, ad andare più a fondo, chiedendo maggiori informazioni che non sono però mai arrivate. Certo possiamo apprezzare l’impegno assunto a fare nell’immediato futuro meglio, ma non vorrei che oggi sia stato l’ennesimo ‘si’ del “Signor si”. Certo l’alibi dell’interruzione anticipata della legislatura regge poco, assai più veritiera è l’impreparazione politica/tecnica a dare informazioni chiaramente negative. Non posso, pertanto, esonerarmi dal porre all’attenzione il tema: vogliamo realmente essere motore di questa regione? Vogliamo fino in fondo assolvere al nostro dovere di programmazione, indirizzo e controllo? O, viceversa, assentire a prescindere a qualsiasi atto che la Giunta ci propone? Inutile sottolineare che la mia azione di voglia di conoscenza è da declinare come propositiva e finalizzata a capire cosa è successo, quali le cause che hanno impedito alla programmazione 2013 in tanti settori di attuarsi. Comprendere le cause ci avrebbe aiutati a sviluppare un ragionamento di certo utile alla nostra terra. Se noi consiglieri abbiamo queste difficoltà figuriamoci i lucani che non avranno mai contezza di come sono stati spesi questi 3 miliardi di euro e quali sono i risultati raggiunti. Continueranno ad avere un’unica certezza: le loro difficoltà quotidiane devono affrontarle da soli perché le istituzione dai palazzi d’oro rimangono indifferenti o peggio volutamente lontani”.<br /><br />“Se consideriamo – ha concluso Rosa - che il 2013 sia l’anno del guado, facciamo in modo che il 2014 sia l’anno della verità, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. La prima occasione è prossima: l’assestamento di bilancio per l’anno 2014. Saremo impegnati tutti – ha concluso Rosa – nei prossimi giorni a leggerlo e a verificarlo, vedremo dalle proposte del Presidente quanta reale voglia ha di fare, per davvero, la ‘rivoluzione’”.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />