No a acquisti cacciabombardieri, Romaniello presenta mozione

Il consigliere regionale Sel, primo firmatario del documento illustrato in Aula, si dice “rammaricato per l’impossibilità alla discussione in Consiglio a causa del voto contrario del Pdl”

“Rivedere la partecipazione italiana al progetto Joint Strike Fighter, e la conseguente decisione di acquistare 131 cacciabombardieri F35 (denominati Joint Strike Fighter) per un costo totale di 15 miliardi di euro, a cui si deve sommare un costo d'uso e di manutenzione valutato in oltre 40 miliardi di euro, destinando le risorse così risparmiate alle Regioni e agli Enti Locali e, più in generale, al rilancio e allo sviluppo del Paese, alla spesa sanitaria, sociale e all’istruzione; procedere ad una rapida revisione e riduzione complessiva della spesa militare nazionale, ridefinendo altresì una nuova politica di sicurezza basata sulla realizzazione di un sistema di difesa comune europea”. Sono questi i contenuti di una mozione presentata oggi in Consiglio regionale, primo firmatario Giannino Romaniello ( Sel) e sottoscritta da Mazzeo (Idv), Dalessandro, Santochirico, Straziuso e Robortella (Pd), Falotico (Mpa), Singetta (Api), Scaglione (Pu) e Vita (Psi).

Nel dirsi “rammaricato per l’impossibilità alla discussione in Consiglio della mozione a causa del voto contrario del Pdl”, Romaniello ha evidenziato che “la crisi economica e finanziaria che ha colpito il nostro Paese, ed in particolare le regioni del Mezzogiorno, sta provocando un forte aumento della povertà, della disoccupazione, del disagio e dell'insicurezza sociale, i cui segni sono già ben visibili anche sul nostro territorio. Tutto ciò (come è scritto nella mozione), mentre negli ultimi anni il Governo ha messo in atto una politica di drastica riduzione della spesa pubblica e in particolare dei fondi a disposizione dei settori di vitale importanza per i cittadini come la sanità e l'istruzione; i fondi nazionali a carattere sociale (fondo politiche sociali, fondo per la non autosufficienza, fondo per i giovani) sono passati da 1,594 miliardi del 2007 a 193 milioni di euro del 2012; i tagli alle Regioni e agli Enti Locali nel periodo 2011-2013 superano i 33 miliardi di euro e hanno compromesso la loro capacità di fornire risposte concrete ed efficaci alle necessità dei cittadini e delle famiglie”.

Nella mozione, inoltre, è scritto che “il Governo Monti e il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, anche sulla spinta delle tante iniziative di protesta di movimenti della società civile e dell’iniziativa parlamentare, hanno deciso di ridurre del 30 per cento tale contingente, mantenendo comunque l’opzione per un eventuale acquisto di un massimo di 90 velivoli; nonostante il taglio, il nostro Paese spenderà nel 2012 oltre 23 miliardi di euro per la difesa, collocandosi, secondo la classifica del SIPRI al decimo posto per spese militari (anno 2010)”.

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