“Le comunicazioni che Marchionne ha fatto nella giornata del 31 Ottobre a Torino, circa il futuro industriale del gruppo FIAT in Italia per quanto riguarda lo stabilimento SATA di Melfi desta almeno una doverosa riserva sulle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento lucano della FIAT”. Lo dichiara Giuseppe CILLIS della Segreteria Provinciale della CGIL di Potenza. “ Il piano di Marchionne si regge sull’ipotesi che le produzioni effettuate negli stabilimenti italiani saranno destinate alle esportazioni internazionali attraverso 4 marchi di respiro globale, Alfa Romeo, Maserati, Jeep e 5oo con quest’ultima che darà vita ad una vera e propria famiglia specifica, differenziata da quella del marchio Fiat. Il rischio, di fronte a questa ipotesi e che le linee dei modelli FIAT di normale produzione vengano portate fuori dai confini nazionali. Prima di assecondare questa impostazione e cioè di sostituire in futuro la produzione del segmento B della Fiat a Melfi, che garantisce alti volumi produttivi e redditività industriale e conseguentemente una intensa attività lavorativa per sata e indotto, con prodotti tutti da verificare sul piano dei volumi e dell’occupazione – conclude Cillis – è necessario conoscere nel dettaglio la collocazione industriale della sata e dell’indotto nel quadro globale delle produzioni Fiat”.bas 03