Il consigliere regionale interviene sulla vicenda, ricostruendo le tendenze di re-industrializzazione tra “polo energetico” e “polo ecologico” e lanciando a Regione, Consorzio industriale ed Enti locali la sfida di un nuovo programma
“Un’operazione di verità, responsabilità e coraggio è quello che serve alla Valbasento. In questa area industriale negli ultimi anni c’è stata una massiccia riduzione della base produttiva. Negli ultimi dieci anni tre interventi, sostanzialmente identici, hanno cercato di rianimarla con risultati modesti, garantendone una sopravvivenza sempre più stentata”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Vincenzo Santochirico in una nota in cui analizza le ipotesi di riconversione industriale per il sito e approfondisce le problematiche che si sono avvicendate.
“Emergono con sempre più nettezza due linee di intervento”. “Da una parte – spiega Santochirico – aumentano la propensione e la pressione per cospicui investimenti in consistenti strutture produttive in campo energetico. Dall’altra la tendenza che si manifesta con crescente intensità è quella nel settore ecologico o, per dirla più direttamente e semplicemente, dei rifiuti”.
“Occorre – conclude il consigliere Pd – un nuovo programma che contenga obiettivi, scelte produttive, regole, compatibilità, strumenti di governo e di controllo. Regione, Consorzio industriale, Enti locali, per parte pubblica, devono assolvere a questo onere, interloquendo con parti sociali e istanze di cittadinanza attiva”.