Pdl Singetta su divieto cumulo indennità

Il consigliere regionale di Api presenta domani 8 aprile una proposta di legge di modifica degli articoli 1 e 11 della legge regionale n.38 del 2002, volta ad evitare il cumulo delle indennità e degli assegni vitalizi

“I recenti episodi, verificatisi anche in Basilicata, che hanno visto ex Consiglieri Regionali eletti al Senato continuare a percepire l’indennità di carica, nonostante, sia a livello nazionale che a livello regionale, la legislazione vieti, de facto, tali pratiche, impongono la necessità di definire in maniera più chiara la normativa che ne disciplina le modalità di percepimento che, nella nostra regione, sono regolate dalla L.R. 38/2002 “Testo unico in materia di indennità di carica, di funzione, di rimborso spese, di missione, di fine mandato e di assegno vitalizio spettanti ai Consiglieri regionali della Regione Basilicata”, a sua volta aggiornata dalla L.R. 20/2010”. È quanto affermato dal consigliere regionale, Alessandro Singetta, che ha indetto per venerdì 8 aprile, a partire dalle ore 11.30, presso la Sala 3 del palazzo del Consiglio regionale, una conferenza stampa nel corso della quale “sarà presentata la proposta di legge che intende apportare modifiche significative e necessarie agli artt. 1, comma 2 ed 11 della L.R. 38/02. “Con questa iniziativa legislativa – precisa l’esponente di Api – ho voluto sottolineare la necessità di rendere la normativa vigente a livello regionale più aderente al dettato costituzionale dell’art. 122, nonché dare un segnale preciso nei confronti della riduzione dei costi della politica, sempre più urgente in un momento di crisi generale come quello che stiamo vivendo.

“Questa proposte di legge, in sintesi, vuole rimarcare con forza, e rendere concretamente applicabile, il principio che, ove sopravvenga incompatibilità dovuta alla elezione in Parlamento, cessa il diritto al trattamento indennitario, ovvero resta sospeso fino a quando il Consigliere non abbia optato per il mantenimento della carica consiliare e come non sia possibile cumulare gli assegni vitalizi: non si comprende la ragione per cui i politici debbano, al contrario degli altri lavoratori, percepire la doppia pensione”.

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