Fiat, Autilio: la Regione chieda spiegazioni a Marchionne

Il vicepresidente del Consiglio regionale: “Aiutare il sindacato autenticamente riformista per evitare la radicalizzazione di uno scontro con il management della Fiat che non porterebbe da nessuna parte”

“La Regione Basilicata deve chiedere spiegazioni all’amministratore delegato Fiat Marchionne per le affermazioni che riguardano in particolare il futuro dello stabilimento di Melfi ed ha titolo per farlo perché non si possono condividere importanti investimenti per la ricerca e quindi per produrre nuovi modelli di auto e contemporaneamente sostenere che gli stabilimenti italiani, tra i quali la Sata, sono una sorta di ‘palla al piede’”. E’ quanto afferma il vice presidente del Consiglio regionale Antonio Autilio (Idv) ricordando che “la Regione attraverso il progetto del campus a Melfi ha deciso di investire con il gruppo Fiat 18,5 milioni di euro nella ricerca allo scopo di rafforzare il sistema dell'offerta scientifica rappresentando un punto specialistico di riferimento non solo per lo sviluppo dell’automotive, ma anche per lo sviluppo di una rete di ricerca di eccellenza con il "cuore" e punto di snodo nel territorio lucano”.

“Non va dimenticato che la Regione – evidenzia il vice presidente del Consiglio regionale – ha integrato gli interventi previsti nell’accordo di programma con azioni rivolte alla formazione specialistica di 20 giovani ricercatori lucani. Per tutti questi motivi è semplicemente impensabile che programmi di sviluppo tecnologico al servizio degli stabilimenti nazionali della Fiat ed internazionali possano coesistere con il progetto che ha in mente Marchionne che è un progetto che, secondo l’alibi della competitività e dell’efficienza del lavoro, guarda più all’estero che al nostro Paese”.

Secondo Autilio, “in questa fase diventa ancora più necessario per evitare la radicalizzazione di uno scontro con il management della Fiat che non porterebbe da nessuna parte aiutare il sindacato autenticamente riformista ad uscire dal vicolo cieco nel quale qualcuno vorrebbe ricacciarlo e quindi aiutarlo ad abbandonare una posizione difensiva per passare a quella di attacco per diventare protagonista del piano industriale della Fiat sfidando l’amministratore delegato Marchionne a mantenere impegni già assunti e a mostrare le carte che ha in mano. Questo significa svolgere un ‘pressing’ sul Governo nazionale che – dice Autilio – è troppo debole nel sollecitare ad affrontare le criticità emerse nel settore dell'automobile italiana e quindi non solo sul futuro produttivo (e quindi di nuovi modelli) della Sata”.

    Condividi l'articolo su: