Mazzeo Cicchetti: sostenere protesta Università lucana

Per il capogruppo dell’Idv in Consiglio regionale occorre fare quadrato contro la politica dei tagli indiscriminati messi in campo dal governo centrale e rigettare le logiche della manovra finanziaria e della riforma Gelmini

“Il rinvio dell’inizio delle lezioni dell’anno accademico 2010/2011 nell’Ateneo lucano provoca in me un disagio enorme, sia come cittadino che come politico. La posizione espressa dal Senato accademico è, secondo me, da condividere e sostenere da tutta la società civile lucana. Ricordo che l’istituzione della Università a Potenza fu frutto di un notevole impegno delle forze attive e politiche degli anni ottanta e sarebbe oltremodo riprovevole disperdere quello che si è costruito negli anni, con sacrifici ed abnegazione, evidenziati da più parti”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del gruppo consiliare dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, Enrico Mazzeo Cicchetti, il quale rivolge “un appello al presidente della Giunta Vito De Filippo, sempre attento alle problematiche inerenti la scuola, a tutte le Istituzioni, alla Società civile e alle persone più rappresentative dell’intellighenzia della regione, affinché non si limitino solamente a condividere la civile forma di protesta, ma a schierarsi a fianco delle gerarchie universitarie offrendo loro la massima e convinta disponibilità”.

A parere di Mazzeo Cicchetti “bisognerebbe fare quadrato contro la politica dei tagli indiscriminati messi in campo dal governo centrale e rigettare le logiche della manovra finanziaria e della riforma Gelmini che, di fatto, penalizza e mortifica l’ateneo lucano, con negative ripercussioni. Appare chiara la manovra che consiste nel non voler investire e sostenere l’università pubblica, ma nel voler favorire le strutture private, sponsorizzate da influenti lobby”.

“La penalizzazione dell’Università della Basilicata – conclude Mazzeo Cicchetti – sarebbe un segnale preoccupante e segnerebbe l’ulteriore impoverimento sia economico che culturale di una regione già pesantemente colpita dalla crisi industriale.Mi auguro che il mio appello sia accolto soprattutto da coloro che in qualsiasi forma e in diversa maniera possano offrire il loro contributo di partecipazione ed idee ed invertire questa ‘onda anomala’ che colpisce l’Università e, verosimilmente, l’intera regione. Personalmente sono convinto che è importante prendere coscienza della criticità della situazione e che una mobilitazione di massa possa servire a far cambiare idea al governo; penso che ci siano ancora spazi di manovra per modificare il disegno di legge”.

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