Singetta: crescita servizi soluzione per sviluppo economico

Per la crescita economica della nostra Regione è necessario non disperdere le risorse ed incrementare la quota dei servizi

“Dalla relazione dell’Assessore alle Attività Produttive, emerge un quadro economico critico per la nostra Regione. L'analisi è assolutamente condivisibile, il metodo proposto per superare la crisi e procedere verso un percorso di crescita, desta perplessità. Ciò che risulta anacronistico ed in controtendenza rispetto non solo alle altre regioni italiane, ma a tutti i paesi (sia quelli in via di sviluppo che quelli economicamente più forti) è la volontà di continuare ad investire quasi esclusivamente nell’industria”. E’ quanto affermato da Alessandro Singetta, consigliere regionale di Alleanza per l’Italia, il quale ritiene che “bisogna riconoscere che la scommessa dell’industrializzazione è stata persa 30 anni fa e poiché tutto il Paese è in fase di deindustrializzazione, la nostra Regione non può e non deve andare in controtendenza, perché si rischierebbe di commettere gli errori del passato e di essere sommersi da ulteriori ‘cadaveri industriali’”.

“La crescita dei servizi è un fenomeno diffuso a livello mondiale – continua Singetta – il cui valore di produzione è più del doppio di quello dell’industria e cresce più velocemente. Ma, nonostante ciò, tale crescita viene spesso sottovalutata da quanti restano ancorati all’idea che l’industria rappresenti la parte principale delle economie. In realtà l’industria necessita di forti investimenti, i
servizi di pochi; a ciò va aggiunto che si passerebbe da un’occupazione a bassa scolarità ad una ad alta scolarità, maggiormente in linea con la formazione dei nostri giovani”.

“Il settore dei servizi è molto ampio, si va dal turismo al back office per le aziende. E' un settore in cui si può fare molto, ma occorre ristrutturare i bandi, passando dal finanziamento all'investimento ad una contribuzione proporzionata, all'occupazione prodotta. Per investire in maniera efficace e razionale le risorse è necessario darsi delle priorità – sottolinea Singetta – poiché non abbiamo le infrastrutture fisiche (strade, ferrovie, aeroporti), puntiamo almeno su quelle informatiche ed il potenziamento della banda larga, un bisogno primario per lo sviluppo sostenibile del territorio”.

“Lo sviluppo futuro dipenderà – conclude Singetta – in grande misura dall’aumento di produttività dei servizi come il commercio, le costruzioni, il turismo/intrattenimento, i servizi professionali e dello sviluppo delle infrastrutture/utility (elettricità, comunicazioni, trasporti). Il potenziale di aumento di produttività nel settore dei servizi è ancora molto elevato, perché immune alle pressioni della concorrenza mondiale che, invece, condiziona quasi tutti i settori industriali: esso è soggetto solo ad una concorrenza di tipo locale”.

    Condividi l'articolo su: