I consiglieri regionali del Pdl intervengono con tre interrogazioni su Work experience, concorsi pubblici, lavoratori e consulenze esterne presso la Regione Basilicata
“Concorsi pubblici, work experience e precari alla Regione Basilicata. Sono tre questioni – dicono Rosa e Pici – sotto i riflettori dell’opinione pubblica e sono gli argomenti di altrettante interrogazioni che abbiamo inviato al presidente della Giunta, Vito De Filippo”.
“Anche se su ambiti differenti – affermano i consiglieri – sono strettamente connesse tra loro, non soltanto per il filo rosso che li lega alla Regione Basilicata ma, soprattutto, perchè evidenziano il nervo scoperto del ‘mercato del lavoro lucano’, dove il pubblico, per la debolezza del sistema produttivo, diventa il maggior datore di lavoro per le figure professionali con alta scolarizzazione e ‘assume’ le figure con più alta ‘raccomandazione’. Un sistema – continuano Rosa e Pici – che è un insieme di sprechi di danaro pubblico, di furbate per assumere chi è protetto, di assoluta noncuranza verso quei giovani disoccupati che i titoli li hanno per davvero. L’articolo 97 della nostra Costituzione sancisce che si accede agli impieghi pubblici tramite concorsi, quei famosi concorsi che, dopo anni, sono finalmente apparsi anche in Regione Basilicata, salvo poi essere rimandati e rinviati perchè la velocissima burocrazia ha avuto difficoltà a mandare avanti i procedimenti, compresa l’individuazione della società per fare le preselezioni. Il risultato è che sono 20 mesi che oltre 30mila candidati aspettano invano il diritto a partecipare ad un concorso. Intanto si rinnovano i contratti per gli esterni, perchè la Regione Basilicata – dicono Rosa e Pici – è un ‘ente fondato sul lavoro degli scelti’ che oggi sono chiamati ‘precari’. In questi giorni si è rinnovato il contratto a 96 collaboratori ossia a ‘super prescelti’ per retribuzione e per modalità contrattuali più malleabili rispetto ai dipendenti della stessa Regione. Strana regione questa, dove si protegge chi non ha superato prove concorsuali, si lascia nell’indifferenza chi deve partecipare ad un concorso. Sia chiaro che la nostra azione politica – specifica i consiglieri del Pdl – ha solo ed esclusivamente il fine di tutelare tutti quei giovani, quei cittadini che richiedono esclusivamente parità di condizioni per accedere alla Pubblica amministrazione. Un principio costituzionale, democratico e degno di un sistema politico liberale. Chiediamo trasparenza e meritocrazia, basterebbe questo perché accadesse un ‘miracolo’ in terra lucana”.
“Chiediamo, altresì – aggiungono Rosa e Pici – di far chiarezza sullo sperpero finanziario di misure come le work experience, che reputiamo altro pessimo ammortizzatore sociale e non un reale aiuto per l’inserimento all’occupazione. Il bando è stato pubblicato senza una discussione o una presentazione in Consiglio, lo troviamo alquanto vago e ambiguo in molti punti. Per questo ne abbiamo chiesto la sospensione, ritenendo che, per prima cosa, bisogna procedere ad un’analisi dei risultati raggiunti con la precedente edizione. Così come è stato formulato, basta soffermasi sui criteri di selezione, si comprende come sia stata creata una nuova corsia preferenziale per amici e parenti. Il tutto è demandato alla saggezza dei selezionatori, scelti dalla politica, chiamati ad esprimersi sui progetti che saranno valutati rispetto alle locuzioni lessicali quali ‘poco, abbastanza, perfettamente’ oppure ‘scarso, buono, ottimo’. Da tutto ciò – concludono Rosa e Pici – si può affermare che, se queste sono le idee della nuova Giunta, in Regione non vi è alcuna volontà di cambiare, i lucani devono rimanere sempre più poveri e schiavi di un sistema che si muove in base a delle idee molto cristalline, di certo non finalizzate allo sviluppo della nostra terra”.