30 anni di architettura del potentino in mostra a Potenza

Visitabile fino a domani alla Galleria Civica di Potenza. Bilancio positivo del trentennale.  
C’è tempo fino a domani per visitare la mostra sui lavori di architettura prodotti nel potentino ed esposti dall’Ordine degli Architetti della provincia di Potenza alla Galleria Civica del capoluogo in occasione del trentennale di attività. “Architettura Città Territorio”, l’evento ideato per la celebrazione, ha intanto chiuso i battenti da qualche giorno con piena soddisfazione degli organizzatori: “Abbiamo sperimentato una formula nuova per il centro storico di Potenza, per la prima volta immaginato come un piccolo polo congressuale, e la formula ha funzionato – dichiara il presidente dell’Ordine, Michele Graziadei -. Siamo soddisfatti per il coinvolgimento e la partecipazione della città, per aver ospitato relatori di altissimo livello, per lo spessore dei contenuti che erano in discussione. Tanto che pensiamo di poterli approfondire nell’ambito di eventi tematici e altre iniziative da organizzare fin dal 2012”.
“La città ha bisogno di questo protagonismo e di queste sollecitazioni, che difficilmente potranno cadere nel vuoto – ha aggiunto Gianpiero Perri, Commissario dell’Apt Basilicata –. C’è bisogno di discutere e confrontarsi sui temi legati al volto che la nostra comunità si dà. Occorre puntare sulla dimensione estetica del capoluogo e della provincia per comunicare la forza dell’accoglienza che si traduce in valore reale, percepibile sia dai residenti che dai visitatori”.
Il trentennale dunque può essere un nuovo punto di inizio per gli architetti del potentino, che vogliono sentirsi protagonisti nel disegnare il futuro della città capoluogo e della sua provincia. Un contributo e un apprezzamento, in merito, è arrivato da tutti i presidenti degli Ordini del Centro Sud (che per il trentennale hanno avuto modo di conoscere Potenza) e da Antonio Riverso, vice presidente mondiale dell’Ordine degli Architetti, che ha espresso parole di elogio per un’iniziativa che – a suo dire – per l’intensità del programma si è avvicinata alle grandi kermesse a cui si assiste nelle grandi capitali. Una “scossa” notevole, per la Basilicata, anche se l’occasione non è stata colta da tutti. Qualche defezione sia da parte istituzionale che tecnica si è notata, a riprova che sulla via di una nuova e più partecipata cultura del confronto c’è ancora molto lavoro da fare.
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