Per il Sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “unità e coesione possono crescere solo con riforme e comportamenti collettivi civili e morali che devono contribuire ad avvicinare Nord e Sud del Paese”
“Il Risorgimento è stato un periodo storico fondamentale della nostra patria, ma spesso sconosciuto nei suoi capitoli significativi. La stagione dell’indipendenza fu anche la vicenda di ragazzi che, grazie all’impeto giovanile, seppero scrivere pagine luminose di maturità e di eroismo. La grandezza del moto unitario in Italia sta nella ricchezza e molteplicità delle sue ispirazioni e delle sue componenti. Proprio per questo motivo si tratta di un appuntamento che impone una riflessione sull’identità del Paese”. Lo ha sottolineato il Sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Guido Viceconte il quale ha spiegato che “unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie, delle diversità e del confronto e contrasto sociale e politico“.
“Unità e coesione – ha continuato Viceconte – possono crescere solo con riforme che vengono poi attuate, con comportamenti collettivi civili e morali che devono contribuire ad avvicinare Nord e Sud e ad attenuare il divario crescente che continua a separarli”.
“I festeggiamenti che accompagneranno questa ricorrenza devono essere un’occasione non solo per celebrare giustamente la nascita della Nazione e rendere omaggio a tutti i personaggi storici che hanno dato lustro al nostro Paese – ha affermato ancora Viceconte – ma devono anche essere un modello per immaginare percorsi propositivi nuovi che tengano sempre alta la percezione della nazione nelle nuove generazioni. Anche in un’ottica regionalistica è possibile, oltre che necessario, trovare nuova linfa per riaffermare il valore degli inscindibili legami nazionali, pur nella diversità dei territori, grazie ad un federalismo responsabile solidale”.
Il Sottosegretario Guido Viceconte ha, poi, ricordato le parole del cardinale Angelo Bagnasco, secondo il quale “la ricorrenza dei 150 anni dall’Unità dell’Italia dovrebbe trasformarsi in una felice occasione per un nuovo innamoramento del nostro essere italiani, dentro l’Europa unita e in un mondo più equilibratamente globale”. “Ormai – ha concluso Viceconte – non solo l’Italia è fatta; sono fatti anche gli italiani. Forse non sono venuti granché, ma non ne abbiamo altri. Possiamo migliorarci un poco alla volta. E, siccome diamo il meglio nelle difficoltà, sicuramente i prossimi anni potranno essere migliori di come si annunciano”.