Rosa (Pdl) querela il Quotidiano

Il consigliere regionale si ritiene diffamato da un articolo pubblicato il 16 novembre

Il consigliere Gianni Rosa ha sporto querela nei confronti del Quotidiano della Basilicata a causa di un articolo a firma di Leo Amato del 16.11.2010, riguardante il procedimento n. 2476/03-21, nel quale, al capo 6), risulta indagato nelle funzioni di commercialista con un suo cliente in quanto “… attraverso artifici e raggiri consistiti nella redazione di fatturazioni ed attestazioni contraffatte o alterate, … ponevano in esser atti idonei diretti in modo non equivoco a conseguire un finanziamento”.

“L’articolo citato – afferma Rosa – riprende quasi interamente un vecchio pezzo giornalistico dello stesso autore del 9 luglio 2009, dal titolo ‘Truffa usura e ricettazione’, dove mi si attribuiscono alcune frasi attribuitemi tra virgolette, e desunte dalle intercettazioni che come si evinceva dagli stessi atti d'indagine, non erano mai state da me pronunciate”. Rosa di dice consapevole del fatto che, ricoprendo la carica di vice coordinatore regionale vicario del primo partito lucano, il Popolo della Libertà, ed essendo consigliere regionale in carica, una notizia di cronaca giudiziaria a lui riferita, “fondata o meno, possa avere interesse politico e comunque attirare interesse diffuso”.

“Sono favorevole alla libertà di stampa e del diritto di cronaca, quindi massima comprensione che vi possano essere delle imprecisioni in un articolo; è umano – conclude Rosa – ma dopo che in data 15 novembre 2010 si è celebrata la prima udienza avanti il gip del Tribunale di Potenza, rapidamente rinviata al 4 aprile 2011 per difetto di notifica ad uno dei difensori (notizia, oggettivamente, di nessun rilievo processuale), ecco che si scrive un nuovo articolo sulla vicenda processuale, per larga parte ricalcato sul precedente del 09.07.2009, e che ripropone le stesse dichiarazioni virgolettate come se fossero da me pronunciate, frasi tratte dalle intercettazioni eseguite nel corso dell'indagine e – pacificamente – pronunciate da altri; questo non lo posso tollerare. Ed è singolare anche che il Quotidiano della Basilicata accostava, anche nell'impaginazione grafica, due notizie a me riferite: un mio intervento ‘moralizzatore’ su una vicenda di dazione di fondi pubblici, e la mia vicenda processuale, farcita delle sopra ricordate imprecisioni. Trovo offensivo, subdolamente insinuante ed in sintesi diffamatorio quanto pubblicato con la reiterata attribuzione alla mia persone di frasi mai pronunciate, come risulta dagli stessi atti di indagine; un errore inescusabile dopo la mia rettifica del 13.07.2009, che chiaramente presentando i fatti in maniera diversa, modifica la realtà che viene trasmetta all’opinione pubblica”.

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