“Sono e resto consigliere regionale dei Popolari Uniti, non appartengo a nessun’altra associazione politica”
Il consigliere regionale dei Pu, Luigi Scaglione, in una missiva inviata al direttore de “La Nuova Basilicata”, Mimmo Parrella, relativa ad un articolo pubblicato con il quale “si chiede di capire ‘il comportamento in Consiglio regionale di Falotico e Scaglione’ e successivamente si fa riferimento ‘al duro scontro con l’assessore Mazzocco’, precisa che “in ordine al primo quesito, l’occasione mi è propizia per spiegare, qualora ve ne fosse bisogno, che io sono e resto consigliere regionale eletto nella lista e nel partito dei Popolari uniti. Il mio legame profondo, umano e politico, con il Segretario regionale, On. Antonio Potenza, non mi impone, però, di seguire altre strade che ritengo confuse e frutto solo di riposizionamenti strategici se non personali. E non parlo evidentemente, nè di Antonio Potenza, che ha esperienza e capacità da vendere a tutti, nè di tanti amici del mio partito, assessori, consiglieri e dirigenti. Sicuramente c’è dell’altro nella nascita di un’associazione che, in quanto tale, ha tutto il diritto di fare quello che ritiene più opportuno per riposizionarsi nello scacchiere della politica ma che se immagina di diventare partito, come si adombra anche nel comunicato di presentazione dell’iniziativa e che voi avete correttamente colto, pone seri dubbi sul coinvolgimento silenzioso e tacito degli eventuali soci sostenitori; basterà ascoltare anche altri amici del partito per rendersene conto o verificare le distanze abissali tra consiglieri (regionali, provinciali o comunali) di gruppi diversi. E quindi il dubbio sul mio comportamento in Consiglio non ha assolutamente motivo di essere. Ho ricevuto un mandato nello schieramento di Centro-sinistra ed il mio partito (I Popolari uniti) non ha cambiato linea o schieramento né ha abiurato un programma che resta punto di riferimento. Su quello e solo su quello possiamo differenziarci con gli alleati. Qualche settimana fa, sostenevo che è la politica la vera grande assente dal dibattito di questi giorni. La politica a servizio della gente.
Il confronto che si apre a livello nazionale ha forse ancora bisogno di distinguersi in un destra contro sinistra non sul piano del vecchio ideologismo, ma proprio su quello delle scenario da offrire alla gente comune, al cittadino non inteso solo come elettore. Il confronto culturale è ben più alto ed oggi la presunta nascita di un terzo polo pone il tema di chi si allea con chi, stando questo sistema elettorale. E' su questo crinale, ritengo, che si debba innestare il confronto politico tra e dentro le forze politiche. Non in un magma indistinto dove oltre lo schematismo centro-destra-sinistra si pensi che confondere sigle e movimenti significa anche annullare le proprie
identità e le proprie idee; questo lo lasciamo alle esercitazioni teoriche perché nella pratica quotidiana ci sta lo sforzo di chi si è detto sempre pronto ad esercitare, e chiedere agli altri di farlo, la coerenza come elemento distintivo o a non considerare tutte le stagioni buone per far crescere una
certa insofferenza verso la politica fatta da movimenti e partiti sostituibile tout cour con il civismo.
Questo è il vero riformismo, non altro.
Sul caso sollevato in ordine alle questioni poste all’assessore all’agricoltura mi sembra di assistere invece, ad una puntata di Porta a Porta ma in questo caso la porta di accesso al Dipartimento si trova a soli 500 metri dal palazzo del Consiglio e non si capisce come possa essere trascorso tanto tempo perché tali interrogazioni siano state sottoposte all’Assessore in causa .
A chiarimento del comunicato stampa a firma dell’assessore Mazzocco, è opportuno precisare che l’interrogazione urgente, a risposta orale relativa al bando per i giovani agricoltori, datata 16 luglio 2010, è stata protocollata lo stesso giorno al n.3731/c ed inserita nell’ordine del giorno della seduta consiliare del 16 luglio 2010 al n.67.
Mentre, la seconda interrogazione avente ad oggetto il VI censimento, datata 21 luglio, è stata protocollata nella stessa data con il n.3875/C ed inserita all’ordine del giorno della seduta consiliare del 27 luglio 2010 al n. 77 non discusse perché in quell’occasione si affrontò la questione relativa alla riorganizzazione dell’ospedale di Tinchi.
Successivamente le due interrogazioni sono state iscritte all’ordine del giorno della seduta consiliare del 5 ottobre rispettivamente ai punti 67-3731/C e 67-3867/C, non discusse perché l’assessore era impegnata con i lavoratori del Consorzio che protestavano. E in questo caso abbiamo già avuto occasione nella Conferenza dei capigruppo di stigmatizzare la scelta di abbandonare i lavori del Consiglio regionale e di non programmare invece l’incontro in altra precedente occasione, atteso che della protesta si sapeva da tempo. E’ solo questione di garbo istituzionale, non altro, e qui, la politica conta solo perché un assessore esterno quasi si sente libero dal dare risposte politiche tanto che solo ora decide di rispondere a mezzo stampa e mai prima lo ha fatto in ordine alle questioni sollevate.
Uno scontro politico, mi si consenta, si svolge su altri livelli”.