Wwf su monitoraggio acque centro olio Viggiano

“Non è una notizia inattesa quella dell’inquinamento delle falde sotto il centro olio di Viggiano, era il 2000 quando nel dossier “La Val d’Agri tra parco e petrolio – Osservazioni e valutazioni sulle attività di ricerca ed estrazione petrolifera nell’area del Parco Nazionale della Val d’Agri” il WWF metteva in guardia sui possibili danni alle falde acquifere. Sono dovuti passare ben 11 anni per assistere al risveglio dell’ARPAB che finalmente esce dal “tuttoappostismo” e misura valori di inquinanti superiori ai limiti di legge. Certo sono stati 11 anni persi, 11 anni di inquinamento continuo dell’aria, del suolo e delle acque che però nessuno, nonostante gli allarmi lanciati dalla nostra associazione, è riuscito o voluto vedere”. Lo afferma il Wwf Basilicata in una nota.
“Rammarica, ha dichiarato Vito Mazzilli – presidente del WWF Basilicata, assistere alla più totale assenza della politica, che nonostante sia stata più volte sensibilizzata in materia, ricordiamo i due convegni sul monitoraggio ambientale del 2010 organizzati dal WWF insieme a Laboratorio per Viggiano e l’audizione in 3.a commissione ambiente della Regione Basilicata, ad oggi non ha fatto nulla per assicurare ai cittadini della Val d’Agri monitoraggi seri e dati certi a tutela dell’ambiente e della salute”.
Il WWF torna quindi ad affermare che “la problematica del petrolio in Val d’Agri è territoriale ed ambientale, riguarda la biodiversità, gli uomini, i cittadini che vivono in questo contesto, la loro vita e le loro attività che sono messe in pericolo dalla presenza dei pozzi di estrazione e di un centro olio ubicato nei pressi dell’ abitato di Viggiano; tale impianto infatti, a regime, andrà a raccogliere circa 104mila barili di petrolio al giorno mentre oggi ne raccoglie 80000/90000, che viene in parte raffinato e depurato dei suoi gas più nocivi quali i derivati dello zolfo, dell’azoto, del carbonio, che si disperdono copiosi nell’ambiente abitato circostante producendo certamente un notevole inquinamento, assurda ci pare quindi ogni ipotesi di ampliamento della capacità produttiva oltre tali valori”. Il Wwf chiede alla Regione Basilicata di legiferare in materia di emissioni con limiti più vincolanti rispetto alla normativa nazionale”.

BAS 05

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