“I parlamentari italiani prendano a modello lo statuto approvato all’inizio della legislatura dai colleghi eurodeputati per riallineare i loro stipendi”. E’ la proposta lanciata in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano ‘’Europa’’ dal vice presidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella.
“Dopo il passo apprezzatissimo dei neopresidenti delle Camere il Paese si aspetta un’uguale determinazione da parte di tutti i parlamentari, che non sia affidata solamente alle spontanee autoriduzioni dei singoli o alle regolamentazioni dei partiti – scrive Pittella. Il Parlamento europeo – prosegue – si è dotato dalla legislatura di uno Statuto dei deputati e di uno Statuto degli assistenti che ha uniformato le indennità di tutti membri alla cifra netta di 6mila euro al mese e ha disposto il trasferimento delle indennità per gli assistenti direttamente dall’amministrazione agli interessati. Per la prima volta tutti i parlamentari sono sottoposti alle stesse condizioni: stipendi, pensioni e assicurazioni non dipendono più dalle autorità nazionali del paese in cui il deputato è eletto, ma dall’Unione europea’’. ‘’Le spese di viaggio sono rimborsate dietro presentazione di documentazione – spiega Pittella – e non esistono indennità aggiuntive legate alle diverse responsabilità assunte dai singoli eurodeputati; lo stipendio degli assistenti dipende dal grado e dall’esperienza, hanno assicurazioni e pensioni uguali a quelli dei funzionari e i contratti vengono gestiti direttamente dal Parlamento. I deputati possono assumere anche assistenti nel loro paese’’. ‘’La scelta fatta dagli europarlamentari di autoregolamentarsi è una traccia che pensiamo possa essere seguita anche nel nostro paese, per realizzare risparmi e trasparenza e combattere con la buona politica e la sobrietà dei costi e dei comportamenti, la diffusa sfiducia dei cittadini verso i propri rappresentanti’ – conclude”.
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