Il capogruppo di Alleanza per l'Italia in Consiglio regionale: “Sarebbe un segnale estremamente positivo rivedere la decisione, riattivando il corso di laurea magistrale. Si tutelerebbero gli studenti iscritti che potrebbero continuare i loro studi”
“La chiusura del corso di laurea magistrale in geologia, per quanto difficile e dolorosa, per quanto trovi giustificazione in esigenze complessive di ristrutturazione dell’offerta formativa dell’ateneo lucano, ha una valenza simbolica che travalica nettamente i confini di una scelta operata in piena autonomia dal Senato accademico”. È quanto dichiarato da Alessandro Singetta, capogruppo Api in Consiglio Regionale, per il quale "i piccoli numeri – soprattutto sotto il profilo della densità abitativa – della nostra regione, continuano a penalizzarci: tuttavia, ritengo che – almeno in quest’occasione – tale criterio non debba essere quello prevalente.. La Basilicata, mai come in questo momento, ha bisogno di geologi. Vi sono tante emergenze ambientali ed idrogeologiche (Fenice, il Centro Oli di Viggiano, la diga del Pertusillo, il crollo del ponte sulla Basentana, solo per citare alcune): è una terra, purtroppo, a grave rischio sismico. Sarebbe un segnale estremamente positivo rivedere la decisione, riattivando il corso di laurea magistrale. Si tutelerebbero gli studenti iscritti che potrebbero continuare i loro studi, si eviterebbe di disincentivare le nuove iscrizioni (i giovani, costretti a frequentare altrove il 'corso magistrale', non avrebbero interesse ad iscriversi neppure a quello di base), si darebbe – soprattutto – effettivo valore al concetto di centro di eccellenza, attraverso una reale internazionalizzazione del corso di studi".