In un articolo i tre esponenti del Pdl ribadiscono che “il petrolio è certo una risorsa nazionale, ma prima di tutto viene il benessere fisico, sociale ed economico delle popolazioni di Basilicata”
In materia di estrazioni petrolifere, dopo le dichiarazioni del ministro Passera che ha parlato di “riserve di gas e petrolio che possono soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale”, i consiglieri regionali Gianni Rosa, Mariano Pici e Nicola Pagliuca (capogruppo) tornano a ribadire la propria posizione in un articolo inviato oggi ai media locali.
“La nostra posizione è chiara – affermano i tre esponenti politici -: il petrolio è una risorsa fondamentale per la Basilicata che deve portare ad un concreto e tangibile miglioramento per il pil lucano e la sua economia in loco, ma non deve essere estratto selvaggiamente e senza gli standard di protezione verso habitat naturale, ambiente e salute dei cittadini. Deve essere usata la tecnologia più moderna, che evidentemente impone sempre a nostro carico dei sacrifici, seppur minori. La Basilicata non può subire una colonizzazione culturale da parte delle multinazionali petrolifere ed essere solo terra di saccheggio anche da parte dello Stato Nazionale. L’estrazione dell’oro nero deve accompagnarsi ad una concreta e vera ricaduta in Lucania con sviluppo, indotto, occupazione e infrastrutture”.
Rosa, Pici e Pagliuca ricordano l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale su loro iniziativa e chiedono al presidente De Filippo “di condividere le decisioni con lo stesso Consiglio regionale, che rimane la massima espressione della rappresentanza dei cittadini di Basilicata”.
Ribadiscono inoltre che “il petrolio è certo una risorsa nazionale, ma prima di tutto viene il benessere fisico, sociale ed economico delle popolazioni di Basilicata. E’ sempre utile sottolineare che la Regione Basilicata non può e non deve sottovalutare la salute dei cittadini e l’ambiente, impegnandosi ad effettuare controlli efficienti ed efficaci al contrario di quanto accaduto in questi anni, le cui responsabilità politiche e tecniche restano ancora da identificate”.